L'oro mantiene un andamento laterale, in attesa di una direzione
Le attese sulle politiche Fed sono il principale driver a breve termine dell’oro. Lunedì Alberto Musalem, presidente della Fed di St. Louis, ha dichiarato che, qualora l’inflazione restasse sopra il target, le politiche monetarie potrebbero necessitare ulteriori irrigidimenti. Ha anche sottolineato che, dopo il rialzo di questo mese, lo stimolo della politica monetaria statunitense sull’economia potrebbe non essersi ancora del tutto esaurito. Queste parole hanno rafforzato le aspettative di “tassi elevati più a lungo”, aumentando il costo opportunità dell’oro.
Tuttavia, non mancano fattori macro che sostengano l’oro. Un miglioramento delle prospettive diplomatiche in Medio Oriente e il ridursi delle preoccupazioni sull’offerta energetica potrebbero diminuire l’interesse sull’oro come bene rifugio, ma in caso di nuovo deterioramento dello scenario geopolitico la domanda di sicurezza potrebbe aumentare rapidamente. Inoltre, le posizioni in ETF sull’oro si mantengono attualmente sui massimi da circa sei mesi e le continue acquisizioni da parte delle banche centrali globali offrono un supporto alla domanda di oro nel medio-lungo termine. In questo contesto di rafforzamento del dollaro, questi elementi aiutano a contenere la discesa del prezzo dell’oro.
Dall’analisi daily emerge che l’oro è ora rientrato intorno ai 4365 dollari, leggermente al di sotto della banda mediana delle Bollinger a 20 giorni, ma resta nettamente sopra la media mobile semplice a 100 giorni, il che indica che la tendenza rialzista di medio termine non è ancora stata danneggiata. L’RSI si trova a circa 49,95, in zona neutra, indicando che il mercato si trova piuttosto in una fase di consolidamento ad alta quota, senza arrivare a condizioni di ipervenduto estremo. Il primo supporto chiave a breve termine è l’area intorno ai 4320 dollari sulla media mobile a 100 giorni; se questo livello tiene, l’oro può mantenere una struttura mediamente positiva nel medio termine; ulteriori supporti sono individuati alla banda inferiore di Bollinger, intorno ai 4200 dollari. Al rialzo, il focus è sulla banda mediana di Bollinger a 4405 dollari: una rottura al rialzo potrebbe preannunciare un test della banda superiore di Bollinger verso area 4615 dollari.
Sull’orizzonte a 4 ore, dopo l’ultimo picco il prezzo dell’oro ha subito una correzione, con una diminuzione della spinta rialzista e un ritorno del mercato in fase di consolidamento. La zona dei 4360 dollari rappresenta l’area di maggiore conflitto tra domanda e offerta: se il prezzo si stabilizzerà tra 4400 e 4405 dollari, si potrà avere una ripresa del momentum rialzista; viceversa, una rottura dei 4360 dollari porterà a testare il supporto dei 4320 dollari. Qualora anche 4320 venisse infranto, lo spazio di correzione potrebbe ampliarsi nel breve. In sintesi, con un dollaro forte e attese Fed ancora orientate al rialzo, l’oro resta sotto pressione nel breve termine, ma se la media a 100 giorni tiene, la struttura di medio periodo non risulta ancora compromessa.
Sintesi della redazione
Attualmente l’oro si trova in una fase di contrapposizione tra attese per un’ulteriore stretta della Fed e sostegni di domanda nel medio-lungo periodo. Le attese di ulteriori rialzi pesano sul prezzo dell’oro tramite rafforzamento del dollaro e dei tassi, ma le posizioni ETF, gli acquisti delle banche centrali e la domanda di beni rifugio garantiscono un supporto ai prezzi. Le variabili chiave saranno ancora inflazione USA, dichiarazioni dei funzionari Fed, variazione del dollaro e dei rendimenti dei Treasury. Dal punto di vista tecnico, area 4405 dollari rappresenta la soglia per il ritorno del momentum rialzista a breve, mentre il livello di 4320 dollari sarà determinante per valutare un eventuale indebolimento della struttura di medio termine.
Editor: Zhu Henan
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