
Intel crolla del 23% nelle contrattazioni after-hour dopo la pubblicazione dei risultati finanziari
Il 29 ottobre, Intel (
INTC) ha chiuso il periodo regolare di contrattazioni a 92,07 dollari, in calo del 3,62%. Dopo la pubblicazione degli utili, il titolo è crollato nell’after-market a circa 70,86 dollari, registrando una flessione del 23%. Dall’inizio dell’anno, il titolo aveva accumulato una crescita di quasi il 150%, ma in ottobre era già in flessione costante dai 120 dollari circa. Nel terzo trimestre, i ricavi sono stati di 16,5 miliardi di dollari, in aumento del 21% su base annua; l’utile per azione Non-GAAP è stato di 0,52 dollari rispetto ai 0,23 dollari dello stesso periodo dell’anno precedente; il margine lordo rettificato è salito al 44,1%. Questi numeri dimostrano un miglioramento della gestione, ma non riescono a compensare la delusione degli investitori riguardo alle prospettive del prossimo trimestre: il prezzo del titolo già rifletteva aspettative di ripresa elevate.
Ricavi del Data Center e AI in crescita del 78%, ma la guidance per il quarto trimestre è ben al di sotto delle attese
I ricavi del segmento Data Center e AI (DCAI) hanno raggiunto i 7,3 miliardi di dollari, in crescita del 78% su base annua, grazie alla domanda di CPU Xeon per server alimentata dall’espansione dei data center AI dei provider cloud. Questo segmento comprende anche i prodotti server tradizionali, quindi non tutta la crescita può essere attribuita alle vendite di acceleratori AI. I ricavi della divisione Client Computing e AI Fisica sono pari a 8,1 miliardi di dollari, in calo del 5% rispetto all'anno precedente; l’aumento dei prezzi della memoria ha fatto lievitare i costi dei computer e Intel prevede che il mercato PC rimarrà debole almeno fino alla prima metà del 2027.
La pressione più diretta proviene dalle previsioni per il quarto trimestre: ricavi attesi tra 15 e 16 miliardi di dollari, con una stima centrale di 15,5 miliardi di dollari, inferiore alle aspettative degli analisti di 17,07 miliardi; l’utile per azione Non-GAAP è stimato a 0,25 dollari, sotto le stime di 0,43 dollari; il margine lordo rettificato dovrebbe scendere dal 44,1% al 38%. L’incidente nello stabilimento israeliano dovrebbe portare a una perdita complessiva di ricavi di circa 600 milioni di dollari nei prossimi due trimestri, limitando l’offerta a breve termine ed impedendo la piena evasione degli ordini forti. Il segmento delle fonderie di chip, pur segnando un aumento dei ricavi del 58% a 6,7 miliardi di dollari, include molte transazioni interne e ha comunque registrato una perdita operativa trimestrale di 1,853 miliardi di dollari. L’azienda prevede investimenti produttivi per circa 20 miliardi di dollari quest’anno e il management ha dichiarato che il flusso di cassa è difficile da riportare in positivo nel 2024.
Il titolo scende sotto la media mobile a 200 giorni, persi i minimi precedenti
Prima della pubblicazione dei risultati, l’analisi tecnica era già debole. Il prezzo di chiusura del 29 ottobre, pari a 92,07 dollari, era inferiore sia alla media mobile a 20 giorni (99,07 dollari) che a quella a 50 giorni (101,63 dollari), ma ancora superiore alla media a 200 giorni di 86,78 dollari. Il minimo intraday del 22 ottobre a 84,65 dollari rappresenta un livello di riferimento importante. Il 29 ottobre, il volume scambiato nella seduta ordinaria ha raggiunto circa 134 milioni di azioni, il 36% in più rispetto alla media mobile a 20 giorni di circa 98 milioni, segnalando un aumento evidente dell’attività di trading.
Alla chiusura regolare della giornata, il Relative Strength Index a 14 giorni era di circa 41,5, la linea MACD si trovava al di sotto dello zero, segnalando una tendenza debole. Nelle contrattazioni after-hour, il prezzo è sceso a circa 71 dollari, sotto sia il precedente minimo di 84,65 dollari che la media mobile a 200 giorni di 86,78 dollari. Se il titolo non recupererà questi livelli nella seduta successiva, si profilerebbe un evidente gap ribassista. Tuttavia, le medie mobili e gli indicatori di momentum sopra citati non tengono conto del crollo after-market, quindi non si può affermare che il titolo sia già in stato di ipervenduto.
Prima valutare un arresto del calo a 70 dollari, poi osservare la resistenza in zona 85 dollari
Il livello psicologico dei 70 dollari e la zona dei 71 dollari dell’after-market rappresentano la prima fascia di osservazione: sarà fondamentale attendere le contrattazioni regolari del 30 ottobre per una conferma definitiva. Se il titolo dovesse rimbalzare sopra i 70 dollari dopo un test al ribasso e mantenersi sopra quel livello anche con volumi ridotti, si avrebbe un primo segnale di arresto del calo; il rimbalzo, però, richiede il supporto dei volumi. Se il titolo dovesse crollare con volumi elevati sotto i 70 dollari e continuare a rimanere su quei livelli, il supporto attuale verrebbe invalidato, rendendo necessario attendere la formazione di nuovi minimi.
L’area tra 84,65 e 86,78 dollari rappresenta sia i minimi recenti sia la media mobile a 200 giorni, costituendo la prima resistenza significativa da superare in caso di rimbalzo. Se il titolo dovesse avvicinarsi a quest’area e poi tornare a scendere, il recupero sarebbe ancora considerato debole; solo un superamento deciso con volumi robusti e una successiva tenuta sopra questi livelli permetterebbe di puntare ulteriormente al prezzo di chiusura pre-earnings di 92,07 dollari.