Pfizer (PFE.US), BioNTech (BNTX.US) e Moderna (MRNA.US) cercano di respingere la causa sui brevetti mRNA di Bayer/Monsanto, ma il giudice rifiuta la richiesta
Lunedì, un giudice federale del Delaware ha respinto le richieste di Pfizer, BioNTech e Moderna. In precedenza, le tre aziende avevano chiesto l'archiviazione della causa intentata contro di loro dalla multinazionale farmaceutica tedesca Bayer, attraverso la sua controllata Monsanto, in merito all'uso da parte di queste compagnie di un brevetto legato alla tecnologia mRNA.
Secondo quanto riportato da Jinse Finance, un giudice federale del Delaware, negli Stati Uniti, ha respinto lunedì la richiesta presentata da Pfizer (PFE.US), BioNTech (BNTX.US) e Moderna (MRNA.US). In precedenza, le tre società avevano chiesto l’archiviazione della causa avviata contro di loro da Monsanto, filiale della tedesca Bayer, relativa all’utilizzo di un brevetto legato alla tecnologia mRNA.
Il brevetto in questione è lo statunitense n. 7.741.118, che riguarda il potenziamento dell’mRNA nelle colture per aumentare l’espressione di una proteina resistente agli insetti. Nella causa, Monsanto accusa queste aziende di aver utilizzato tale brevetto nei loro vaccini mRNA contro il Covid, “eliminando le sequenze di codifica ‘problematiche’ nei moduli costruttivi cellulari, così da migliorare la stabilità dell’mRNA e la quantità o qualità della proteina prodotta”.
Monsanto ha citato in giudizio le tre case farmaceutiche già a gennaio di quest’anno; fra le società coinvolte è stata chiamata in causa anche Johnson & Johnson (JNJ.US), accusata di aver violato il brevetto utilizzando una tecnologia basata sul DNA nella produzione dei vaccini.
Si ricorda che Monsanto, nota in passato per le sue innovazioni nell’agritech, aveva già richiesto la protezione brevettuale per questa tecnologia nel 1989, ottenendo l’approvazione formale nel 2010. Successivamente, nel 2016, Bayer ha acquisito Monsanto per 66 miliardi di dollari: così, quello che sembrava un brevetto agricolo distante dal settore farmaceutico è oggi diventato “un’arma” fondamentale nella tutela dei propri diritti.
Monsanto aveva sviluppato inizialmente questa tecnologia per permettere alle piante coltivate di esprimere meglio la proteina insetticida, riducendo così l’uso di pesticidi e aumentando le rese. Inaspettatamente, anni dopo la stessa tecnologia ha trovato un’applicazione fondamentale nello sviluppo dei vaccini contro il Covid. Durante la ricerca sui vaccini, gli scienziati si sono imbattuti in una difficoltà cruciale: la scarsa stabilità dell’mRNA, che comprometteva l’espressione proteica ostacolando così l’efficacia immunitaria del vaccino. Ed è proprio qui che la tecnologia di Monsanto si è rivelata risolutiva—ottimizzando le sequenze di codifica dei moduli cellulari per rendere l’mRNA più stabile e migliorare sia la quantità che la qualità della proteina.
Bayer, nella causa, sottolinea che Pfizer/BioNTech avevano già ammesso di aver utilizzato la tecnologia di ottimizzazione dei codoni nei prodotti mRNA e che, anche se il vaccino di Johnson & Johnson segue il modello tradizionale a vettore virale, richiede comunque la stessa tecnologia per stabilizzare l’mRNA e garantire un’adeguata espressione proteica. È importante sottolineare che Comirnaty, il vaccino di Pfizer/BioNTech, ha generato oltre 93 miliardi di dollari in vendite, il che attira ancora di più l’attenzione sulle richieste di tutela avanzate da Bayer.
Moderna aveva difeso la propria posizione affermando che il brevetto copre una “legge naturale” non brevettabile. Tuttavia, il giudice William Bryson ha dichiarato che le aziende non sono riuscite a dimostrare che il brevetto n. 118 sia invalido o che i loro vaccini non lo abbiano violato.
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