Guotai Junan Futures: Il rallentamento dell’occupazione è davvero positivo per l’oro?
Analista di mercato dei futures presso Guotai Junan
Zhang Chi Ning
Z0020302
Venerdì scorso, i dati sul lavoro non agricolo sono stati nettamente inferiori alle aspettative, spingendo l'oro a salire di conseguenza; anche il London Gold ha recuperato con forza la soglia dei 4.300. Attualmente si trova in una fase di consolidamento laterale dopo il rialzo. Il prezzo dell'oro si mantiene sopra tutte le principali medie mobili, e la pressione tecnica a breve termine sta progressivamente diminuendo.
Una delle variabili fondamentali che influenzano il prezzo dell'oro al momento è il cambiamento delle aspettative di mercato sui tassi d’interesse. Sappiamo tutti che la Federal Reserve è l’ente che stabilisce le politiche sui tassi, e ciò che osservano con maggiore attenzione sono due fattori: occupazione e inflazione.
Attualmente ad agosto non ci sono riunioni sui tassi, e la decisione sui tassi a settembre si terrà solo alla fine del mese; quindi un rialzo a breve termine non verrà attuato e ciò offre all’oro un periodo di respiro e riorganizzazione. L’ambiente complessivo è relativamente rilassato per l’oro. Inoltre, dopo la lunga fase di calo dei prezzi dell’oro, c’è una naturale esigenza di correzione tecnica; la combinazione con il dato positivo sul lavoro non agricolo dà una motivazione ai rialzisti nel breve termine.
Ma bisogna riconoscere una cosa: il rimbalzo attuale non sembra avere una nuova storia rialzista alle spalle.
Guardando ai dati sul lavoro non agricolo di quest’anno, intorno a marzo o aprile il numero dei nuovi occupati ha raggiunto il picco annuale, poi è calato mese dopo mese; inoltre, negli ultimi dati il valore precedente è stato revisionato più volte al ribasso. Questo rende la debolezza del mercato del lavoro americano una parte del consenso del mercato. Il dato deludente di questa volta conferma ulteriormente tale giudizio già acquisito, ma non rappresenta un nuovo impulso.
Inoltre, osservando i dati dettagliati, sebbene anche i salari siano diminuiti su base mensile, su base annuale non sono ancora tornati al livello neutro pre-pandemia. La crescita annuale del salario orario del 3,2% resta superiore al livello normale del 2,9-3,0% che si osservava prima della pandemia. Inoltre, i salari nei settori sanitario, servizi pubblici e informazione rimangono elevati, e non ci sono stati licenziamenti o riduzioni significative dell’orario lavorativo da parte delle aziende. Questi dettagli, insieme ai dati ADP sull’occupazione pubblicati all'inizio della scorsa settimana, mostrano una conclusione simile: la persistenza dell’inflazione rimane un rischio nascosto.
(Fonte: U.S. Bureau of Labor Statistics)
Quindi, da un lato l’occupazione sta indebolendosi gradualmente, dall’altro la questione della persistenza dell’inflazione non è stata completamente risolta. I due indicatori chiave non hanno dato vita a una fase di raffreddamento simultaneo. Pertanto, aspettarsi che l’oro inauguri una nuova grande fase di rialzo sembra prematuro.
Perciò, nel monitorare l’oro nei prossimi periodi, il focus rimarrà sul capire se l’inflazione possa finalmente invertire in modo sostenibile. Bisogna osservare non solo i dati evidenti come CPI e PCE, ma anche le componenti che incidono sull’inflazione, come i salari complessivi, quelli del settore servizi, gli affitti, i prezzi al consumo dei servizi e altri, per avere una valutazione più completa sull’andamento dell’inflazione.
In sintesi, il rimbalzo attuale dell’oro è un processo di correzione alimentato dalla pausa nelle decisioni di politica monetaria e dall’aumento delle aspettative di raffreddamento del mercato del lavoro; tuttavia, per un trend più brillante occorre che anche il fronte dell’inflazione offra una collaborazione.
Tempo di consegna: 10 agosto 2026, ore 14:59 (UTC+8)
Redattore responsabile: Zhu He Nan

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