A luglio si prevede una situazione occupazionale complessivamente stabile: con basse assunzioni e pochi licenziamenti, il percorso della politica della Federal Reserve affronta una svolta significativa.
Forex News 7 agosto—— I dati sull'occupazione negli Stati Uniti per luglio sono previsti generalmente stabili, ma la significativa diminuzione del tasso di partecipazione alla forza lavoro in giugno evidenzia uno scenario occupazionale caratterizzato da “basse assunzioni e bassi licenziamenti”. La Federal Reserve è preoccupata per l’inflazione e mantiene aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi, mentre istituzioni come Citigroup e Vanguard prevedono un aumento del tasso di disoccupazione nel prossimo periodo e una possibile ripresa del taglio dei tassi nel quarto trimestre. I giovani alla ricerca di lavoro sono particolarmente colpiti dalla debolezza del mercato occupazionale e gli indicatori settoriali determineranno le future scelte di politica monetaria della Federal Reserve.
Il mercato del lavoro statunitense per luglio difficilmente mostrerà un netto miglioramento; i nuovi posti di lavoro non agricoli e il tasso di disoccupazione probabilmente rimarranno relativamente stabili, e il mercato non si concentra più solo sugli headline dei dati occupazionali, ma approfondisce vari indicatori settoriali per scoprire i cambiamenti latenti nella forza lavoro. I dati di giugno hanno già mostrato segni di indebolimento, con soli 57.000 nuovi posti di lavoro non agricoli,
Attualmente il clima all’interno della Federal Reserve è molto contraddittorio: da un lato si riconosce la generale stabilità del mercato del lavoro, dall’altro permane il timore di un ritorno dell'inflazione, con la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi; le piccole variazioni nel mercato del lavoro potrebbero riscrivere l’orientamento della politica monetaria annuale.
L’inflazione resta la priorità della politica monetaria
La capo economista della Navy Federal Credit Union, Heather Long, ha dichiarato: “La Federal Reserve è concentrata totalmente sul problema dell’inflazione, una scelta che di per sé non è sbagliata, ma bisogna anche osservare se l’attuale economia riesca a offrire abbastanza opportunità ai giovani negli Stati Uniti, aiutandoli a costruire un percorso professionale.”
Il rapporto sull’occupazione di giugno ha evidenziato segnali preoccupanti, con una forte contrazione del numero di persone che partecipano al mercato del lavoro: il tasso di partecipazione è sceso al 61,5%, il livello più basso dalla ripresa pandemica del marzo 2021; escludendo il periodo della pandemia, tale valore rappresenta il minimo da giugno 1976. Anche la partecipazione della fascia di età centrale tra i 25 e i 54 anni è scesa nettamente, toccando il livello più basso da dicembre 2023, con un calo mensile superato solo dall’aprile 2020 al picco della pandemia.
Il mercato deve distinguere se questo calo del tasso di partecipazione sia una semplice anomalia statistica dovuta a fattori stagionali oppure l’anticamera di un peggioramento strutturale del mercato del lavoro in un contesto di aziende prudenti nelle assunzioni.
Il modello “basse assunzioni, bassi licenziamenti” cela rischi
La governatrice della Federal Reserve, Lisa Cook, ha dichiarato: “Anche se le assunzioni sono basse, anche i licenziamenti lo sono, per questo il tasso di disoccupazione rimane stabile. Questa situazione di equilibrio incide in modo particolare su alcuni gruppi, inclusi coloro che entrano per la prima volta nel mercato del lavoro, e può danneggiare concretamente la fiducia dei lavoratori.”
Ha aggiunto che, pur mantenendo fiducia nel mercato del lavoro nel complesso, nel caso in cui l’inflazione non migliori, sarà favorevole a ulteriori rialzi dei tassi; sempre più funzionari della banca centrale stanno valutando l’ipotesi di una politica monetaria più restrittiva.
Il mercato prevede che il salario orario medio a luglio aumenti dello 0,3% su base mensile e del 3,5% su base annua; tale ritmo di crescita salariale, in teoria, si adatta all’obiettivo del 2% di inflazione della Federal Reserve.
La Federal Reserve presta più attenzione al tasso di disoccupazione che alle variazioni mensili dell’occupazione non agricola. Tuttavia, l’attuale basso livello di disoccupazione è dovuto in larga misura all’uscita della forza lavoro dal mercato: nel 2026 il numero totale di occupati negli Stati Uniti è già diminuito di 833.000 unità.
L’economista di Citigroup, Veronica Clark, ha commentato: “Sebbene i dati del mercato del lavoro siano tuttora ‘stabili’, riteniamo che nel giro di alcuni mesi la situazione cambierà, con il tasso di disoccupazione che supererà il 4,5%. In quel momento il focus del mercato tornerà sulla possibilità di un taglio dei tassi e, nel nostro scenario base, i tagli riprenderanno nel quarto trimestre.”
La stima di Vanguard, basata sui dati delle pensioni, indica che i nuovi posti di lavoro a luglio saranno solo 18.000, segnalando che la debolezza occupazionale potrebbe protrarsi sino all’autunno. Secondo l’istituzione, in seguito una parte della forza lavoro tornerà attivamente a cercare occupazione: l’aumento dei candidati sarà più rapido dell’offerta di lavoro, facendo ulteriormente crescere il tasso di disoccupazione.
L'evoluzione futura del mercato del lavoro determinerà direttamente se la Federal Reserve sceglierà di aumentare i tassi per contrastare l’inflazione oppure di ridurli per sostenere l’economia, con conseguenti forti oscillazioni per i mercati finanziari.
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