Il mercato “Goldilocks ” potrebbe essere finito! Il modello di Citi diventa ribassista sulle azioni tecnologiche, i capitali si spostano fortemente verso i settori difensivi
Citigroup, nel suo ultimo rapporto di ricerca, ha indicato che il suo modello di flusso di capitale ha completato un decisivo disinvestimento nel settore tecnologico, stabilendo i settori dei materiali, dei servizi di comunicazione e della sanità come direzioni prioritarie per il long, mentre il settore tecnologico è stato spinto in una posizione netta short.
Secondo quanto riportato, l'APP di Zhitong Finance ha appreso che Citigroup, nell'ultima ricerca pubblicata, ha indicato che il suo modello di flusso di fondi ha completato una decisiva operazione di disinvestimento dal settore tecnologico, identificando i settori dei materiali, servizi di comunicazione e sanità come principali direzioni long, mentre il settore tecnologico è stato spinto in area netta short. Questo cambiamento di posizionamento segna che la pressione di vendita precedentemente segnalata dalla banca ha ufficialmente raggiunto il culmine, con allocatori istituzionali che stanno ampliando le operazioni di derisking e disimpegnandosi ulteriormente dalle infrastrutture AI ad alta intensità di capitale.
Nell'orizzonte d'investimento dei prossimi due mesi, i beni di consumo discrezionali, industriali e beni di consumo di prima necessità sono attualmente i settori con le maggiori posizioni short nel modello. I flussi aggregati di fondi da parte dei gestori istituzionali dell'ultimo mese indicano che i capitali stanno uscendo dal settore tecnologico, continuando a ruotare verso titoli value ciclici e asset difensivi di alta qualità. Il settore tecnologico è stato oggetto di importanti vendite sia da parte di fondi a lungo termine sia di hedge fund, con volumi di vendita di gran lunga superiori a qualsiasi altro settore. Nel frattempo, osservando la correlazione tra i rendimenti settoriali cross-sectionali, si nota che il contesto di mercato è chiaramente passato dalla fase "Goldilocks" (“della bambina dai riccioli d’oro”) a quella di "irrigidimento delle condizioni finanziarie" tipica delle fasi avanzate del ciclo.
Più specificamente, Citigroup rileva che il modello relative value dei flussi di fondi ha completamente eliminato il precedente posizionamento favorevole sul settore tech, assegnando invece pesi positivi ai settori ciclici e difensivi supportati da asset reali. Al momento, i pesi più elevati del modello sono assegnati a materiali, servizi di comunicazione e sanità, mentre i beni di consumo discrezionali, industriali e beni di consumo di prima necessità sono in fondo alla classifica. Il settore tecnologico, che per diverse settimane era stato la principale scelta long del modello, ora ha subito una brusca inversione, passando a una posizione sotto-pesata, senza più sostegno dai flussi di fondi sul medio termine.

La netta distinzione tra le posizioni a 1 e 2 mesi evidenzia una massiccia rotazione settoriale nei portafogli istituzionali. Nell'ultimo mese, i flussi combinati di hedge fund e fondi a lungo termine si sono rivolti principalmente ai beni di consumo discrezionali e ai materiali, sebbene i flussi cumulativi degli ultimi due mesi dei fondi long-only continuino a mostrare ampie uscite nette dai beni di consumo discrezionali e dagli industriali. Ciò spiega perché, nonostante i recenti acquisti tattici, i beni di consumo discrezionali rimangano i principali candidati short nel modello; mentre il settore dei materiali mostra resilienza su entrambi gli orizzonti temporali.

Nell’ultima settimana, gli investitori a lungo termine hanno accelerato il disimpegno dal settore tecnologico, aumentando contestualmente le esposizioni su materiali, utilities e sanità. I gestori di fondi long-only mostrano prevalentemente vendite nette, con liquidazioni di rilievo nei settori tech, industriali e servizi di comunicazione. Al contrario, i fondi long-only hanno iniziato ad accumulare posizioni nei materiali, utilities e sanità, riflettendo un chiaro spostamento di capitale verso asset supportati da beni reali e a bassa beta.

Gli hedge fund stanno disimpegnandosi in maniera significativa sia dal settore tech che dai servizi di comunicazione, spostando tatticamente il rischio verso i settori dell’energia e dei beni di consumo essenziali. I flussi degli hedge fund sono improvvisamente diventati negativi, trainati da un massiccio deleveraging nei settori tecnologico e dei servizi di comunicazione. Dopo settimane di costanti acquisizioni nel settore dei servizi di comunicazione, questo cambiamento rappresenta una brusca inversione di rotta. I fondi residui sono stati redistribuiti verso energia e beni di consumo essenziali, alla ricerca di asset con flussi di cassa capaci di resistere all’inflazione; tuttavia, Nel complesso, rimane dominante la posizione netta sell.

La dinamica cross-settoriale del mercato conferma che il contesto di mercato sta attraversando un decisivo cambiamento istituzionale, passando dalla fase “Goldilocks” a una fase di "irrigidimento delle condizioni finanziarie" tipica del fine ciclo. La correlazione tra rendimenti reali settoriali e template storici dello scenario di mercato mostra che la correlazione con la fase “Goldilocks” è scivolata in territorio fortemente negativo. Al contempo, la correlazione con lo scenario “irrigidimento delle condizioni finanziarie” è aumentata nettamente. Con l’inflazione ostinata e i persistenti rischi geopolitici, il mercato sta diventando sempre più preoccupato per l’elevata spesa in conto capitale del settore tecnologico, rafforzando ulteriormente questa tendenza.

Le performance settoriali relative dell’ultimo mese mostrano che il mercato sta ruotando verso posizioni difensive, vendendo titoli growth ad alta beta come contropartita. I settori leader per rendimento relativo includono beni di consumo essenziali, sanità, utilities, finanziari ed energia, mentre tecnologia e servizi di comunicazione hanno subito un’importante underperformance relativa. Questa divergenza di performance tra settori conferma il cambiamento nel macro ambiente e spiega perché i gestori istituzionali si stiano rapidamente muovendo per ridurre le esposizioni sui titoli tecnologici diventati eccessivamente affollati.

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