Il crollo dei prezzi del petrolio indebolisce le aspettative di aumento dei tassi della Federal Reserve! I Treasury americani continuano a rafforzarsi, il rendimento decennale scende sotto il 4,87%.
I titoli di Stato statunitensi hanno continuato a salire lunedì, dopo aver appena registrato il maggiore aumento mensile degli ultimi due anni.
Secondo quanto riportato da Zhihu Finance APP, i titoli di Stato statunitensi hanno continuato a salire lunedì, dopo aver appena registrato il maggior aumento mensile da oltre due anni. Con il forte calo dei prezzi internazionali del petrolio, le preoccupazioni del mercato riguardo a un ulteriore aumento dell'inflazione trainato dai prezzi dell'energia e alla conseguente necessità per la Federal Reserve di continuare ad alzare i tassi si sono attenuate, sostenendo l'aumento dei prezzi dei Treasury statunitensi e la diminuzione dei rendimenti.
I titoli di Stato statunitensi a medio-lungo termine hanno guidato i rialzi, con i rendimenti dei titoli decennali e trentennali scesi di circa 4 punti base, raggiungendo i livelli più bassi da settembre. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è sceso durante la giornata di 6 punti base, scendendo sotto il 4,87% e toccando il livello più basso dal 10 settembre.

Al contrario, i titoli di Stato americani a breve termine hanno registrato rialzi più modesti. Gli analisti sottolineano che il calo dei prezzi del petrolio ha non solo allentato la pressione inflazionistica, ma ha anche contribuito in una certa misura a stabilizzare il mercato azionario statunitense, riducendo la domanda di strumenti a breve termine considerati rifugio. Nel mese precedente, le principali società tecnologiche statunitensi sono state sotto pressione, spingendo gli investitori verso i Treasury statunitensi, considerati a rischio più basso, fattore che ha sostenuto ulteriormente il mercato obbligazionario.
Steven Zeng, strategist del settore tassi di Deutsche Bank, ha affermato che nell'ultimo mese sembra essersi ripristinata la storica correlazione negativa tra obbligazioni e azioni. Secondo lui, il rialzo dei Treasury americani potrebbe essere collegato alla ricerca da parte degli investitori di coperture contro ulteriori ribassi del mercato azionario, mentre il netto calo dei prezzi del petrolio ha fornito ulteriore sostegno al ribasso dei rendimenti dei titoli di Stato.
I più recenti sviluppi del mercato energetico rappresentano un altro fattore chiave nei rialzi dei Treasury. Lunedì, il prezzo dei futures del West Texas Intermediate (WTI) è crollato del 7,4%, chiudendo vicino a 96,50 dollari al barile. In precedenza, sia gli Stati Uniti che l'Iran avevano segnalato la volontà di risolvere il conflitto attraverso negoziati, riducendo le preoccupazioni del mercato su possibili interruzioni prolungate nelle forniture energetiche dal Medio Oriente.
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, durato diversi mesi, aveva precedentemente causato un forte aumento dei prezzi internazionali del petrolio, contribuendo a intensificare le pressioni inflazionistiche statunitensi. Con la diminuzione dei prezzi energetici, gli investitori stanno iniziando a riconsiderare la necessità per la Federal Reserve di ulteriori inasprimenti della politica monetaria.
A settembre la Federal Reserve ha effettuato il primo rialzo dei tassi dal 2023, principalmente a causa dell'accelerazione dell'inflazione trainata dall'aumento dei prezzi del petrolio. Nonostante il recente calo del petrolio abbia attenuato alcune preoccupazioni inflazionistiche, il mercato dei tassi d'interesse prevede ancora che la Fed effettui almeno altri due rialzi da 25 punti base ciascuno entro la fine del 2027. Tuttavia, nell'ultimo mese l'entità totale dei rialzi previsti dal mercato è diminuita.
Ciò significa che, sebbene gli investitori non abbiano completamente escluso una nuova stretta da parte della Federal Reserve, la valutazione sull'entità dei futuri rialzi è diventata più moderata rispetto al passato.
È degno di nota il fatto che questa ondata di rialzo dei Treasury presenti una differenza marcata sulla base della scadenza: i titoli a lungo termine hanno sovraperformato quelli a breve termine, portando a un appiattimento della curva dei rendimenti degli Stati Uniti.
Dhiraj Narula, strategist del settore tassi della divisione investment banking di HSBC USA, ha dichiarato che la diminuzione più contenuta dei rendimenti dei Treasury a breve rispetto a quelli a lungo termine potrebbe essere legata agli aggiustamenti di mercato seguiti alla riunione della Federal Reserve della scorsa settimana.
La scorsa settimana, la Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi d’interesse e in seguito la curva dei rendimenti dei Treasury degli Stati Uniti ha subito un notevole aumento della pendenza. L’andamento del mercato di lunedì potrebbe riflettere almeno in parte un’inversione di quella dinamica. Gli investitori stanno inoltre seguendo con attenzione i futuri piani di emissione del Tesoro statunitense, in particolare per capire se l’offerta di titoli a lungo termine potrebbe essere ridotta.
Narula ha sottolineato che il mercato resta incerto sulle possibili riduzioni nell’offerta di titoli di Stato a lunga scadenza da parte del Tesoro USA. Le autorità statunitensi potrebbero fornire ulteriori informazioni in merito durante la discussione sulla strategia di finanziamento trimestrale prevista per mercoledì. Se il Tesoro dovesse segnalare una diminuzione nell’offerta di titoli a lungo termine, ciò potrebbe influire ulteriormente sulle aspettative del mercato in merito alla domanda e all’andamento dei rendimenti di questa categoria di Treasury.
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