La richiesta di IPO di Anthropic fa esplodere le azioni dei chip, con una valutazione da 2 trilioni di dollari che divide gli investitori
La presentazione della domanda di IPO da parte di Anthropic ha portato al rialzo i titoli dei produttori di chip come Nvidia; nel primo semestre dell’anno, la società ha registrato un fatturato di 16,3 miliardi di dollari ma una perdita netta di 80,7 miliardi di dollari. A Wall Street ci sono opinioni divergenti sulla valutazione di 2 trilioni di dollari e sul margine di profitto del 10%, mentre la diminuzione della partecipazione degli investitori retail intensifica l’attesa e la cautela dei mercati.
Secondo Woofun AI, la presentazione della richiesta di offerta pubblica iniziale (IPO) da parte di Anthropic ha stimolato direttamente il sentimento del settore tecnologico, facendo salire lunedì il prezzo delle azioni di NVIDIA (NVDA.US) del 2,4%, con l’indice composito Nasdaq in aumento dello 0,8%. Anche Broadcom (AVGO.US) e Micron Technology (MU.US) hanno seguito l’andamento al rialzo.
Nonostante alcuni investitori, a causa delle aspettative di rallentamento nella crescita dei ricavi, stimassero una valutazione di soli 1.500 miliardi di dollari, il piano di quotazione sul Nasdaq sotto il simbolo “ANT” ha comunque portato il mercato a un’intensa speculazione su una potenziale valutazione post-IPO di 2.000 miliardi di dollari.
Dai dati raccolti da Woofun AI emerge che Anthropic ha raggiunto un fatturato di 16,3 miliardi di dollari nella prima metà dell’anno, più del triplo dei 4,6 miliardi previsti per tutto il 2025, ma al 30 giugno la perdita netta ammontava a 8,07 miliardi di dollari, di cui 7,24 miliardi derivanti da spese non monetarie legate a obbligazioni convertibili. Secondo Gil Luria, responsabile della divisione ricerca tecnologica di DA Davidson, anche considerando la remunerazione basata su azioni, le perdite rimangono sotto controllo e Amazon (AMZN.US), Alphabet (GOOGL.US) e Broadcom ne trarranno beneficio; Raj Joshi, vicepresidente senior di Moody’s, ha sottolineato che il miglioramento dei profitti operativi rappresenta un segnale positivo per il settore.
Tuttavia, Paul Meeks, responsabile della divisione ricerca tecnologica di Freedom Capital, mantiene delle riserve su un margine operativo rettificato di circa il 10% (con un utile operativo rettificato di 1,62 miliardi di dollari su ricavi di 16,286 miliardi nel primo semestre), mentre Nigel Green, CEO di deVere Group, avverte che se le spese continueranno a superare i ricavi, gli azionisti pubblici rischiano di subire le conseguenze imposte dagli standard minimi di spesa previsti dai contratti cloud.
Da segnalare che il panel di discussione di CNBC ha osservato come “ANT” rappresenti, per gli investitori retail, un’alternativa agli investimenti AI diversa da quelle sulle azioni di società di semiconduttori; si evidenzia che circa 12.000 clienti istituzionali spendono almeno 100.000 dollari all’anno, rispetto a meno di 1.000 l’anno precedente, mentre dati di Goldman Sachs mostrano che la quota degli investitori retail sul volume totale negli Stati Uniti è scesa dal 15% dello scorso anno all’attuale 9%.
Con la decisione della Federal Reserve attesa alle 28 ottobre ora della costa est americana (29 ottobre nelle prime ore secondo l’orario di Pechino), e la pubblicazione ravvicinata dei risultati finanziari di Google, Microsoft (MSFT.US) e Amazon, l’attenzione del mercato si sposterà sugli effetti congiunti tra macroeconomia e risultati dei grandi gruppi. Secondo il Wall Street Journal, Anthropic punta a raccogliere fino a 100 miliardi di dollari, con una valutazione compresa tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari. La società potrebbe debuttare già il 16 novembre, e questa finestra di pricing sarà una prova diretta dell’effettivo entusiasmo di Wall Street nei confronti del settore AI. In confronto, OpenAI sta effettuando un finanziamento ponte pre-IPO con una valutazione pre-money di 1.250 miliardi di dollari, raccogliendo fino a 30 miliardi, mentre la sua IPO potrebbe arrivare nella prima metà del 2027; le mosse successive potrebbero diventare un altro importante parametro per valutare il grado di bolla delle attività AI.
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