In attesa dell'ultima caduta? Morgan Stanley: Questa fase di correzione potrebbe concludersi con un calo delle azioni di alta qualità.
Il stratega di Morgan Stanley, Michael Wilson, ha sottolineato che il fattore qualità è aumentato di circa il 6% da metà agosto, raggiungendo un nuovo massimo a 52 settimane, mentre nell’arco dello stesso periodo l’indice S&P 500 a parità di peso è diminuito di quasi il 4%. Attualmente, le condizioni finanziarie si sono irrigidite fino a toccare il livello più alto dal 2022, e i titoli a maggiore capitalizzazione stanno sostenendo l’indice, nascondendo una profonda correzione delle altre azioni. Wilson ha affermato che le correzioni di medio termine del mercato azionario spesso si concludono con il calo finale delle azioni di qualità.
La maggior parte delle azioni ha subito correzioni profonde, le condizioni finanziarie si sono irrigidite ai livelli più alti dal 2022, ma l'indice S&P 500 nel suo insieme mantiene comunque resilienza. Morgan Stanley ritiene che questa divergenza stia accumulando rischi: il ciclo di aggiustamento potrebbe terminare solo dopo il "rimbalzo finale" degli ultimi vincitori, segnando la vera fine della fase correttiva.
Lo strategist di Morgan Stanley, Michael Wilson, sottolinea che il mercato presenta attualmente una struttura interessante: il fattore qualità ha superato i massimi a 52 settimane, mentre nello stesso periodo l’indice S&P 500 a pesi uguali è sceso di quasi il 4%, con una parte significativa delle azioni ordinarie che hanno subito forti cali. Quelle che finora non sono state colpite in modo significativo sono proprio le azioni core con maggiore peso nell'indice.
Secondo Wilson, gli aggiustamenti di medio termine solitamente si concludono con l’ultima correzione delle azioni di alta qualità – e questo movimento potrebbe rappresentare un segnale di riaccumulo sul mercato, piuttosto che un indizio di fine ciclo economico. In quel momento, il divario tra l’S&P 500 resiliente e le azioni ordinarie già colpite dovrebbe ridursi, creando così una reale opportunità di ingresso nel rischio di mercato.
Il fattore qualità svetta, cresce la divergenza di mercato
Il fattore qualità di Morgan Stanley è salito di circa il 6% dall’agosto scorso, toccando in nuovo massimo a 52 settimane, mentre l’indice S&P 500 a pesi uguali è sceso quasi del 4% nello stesso periodo.

Questa divergenza riflette una logica chiara di rotazione dei capitali: gli investitori stanno abbandonando i titoli ciclici con minore redditività per puntare su società con utili più stabili, margini migliori e flussi di cassa più solidi. Wilson qualifica questa tendenza come un cambio di leadership di mercato, non solo come classica ricerca di protezione.
La differenza nelle revisioni degli utili tra aziende di alta e bassa qualità si è allargata a quasi 10 punti percentuali, il secondo livello più alto dal 2010.
Storicamente, letture simili portano un rendimento extra relativo delle azioni di qualità del 7,5%–8% nei 12 mesi successivi. È interessante notare come le valutazioni relative delle azioni di qualità restino intorno alla mediana storica – sebbene il loro vantaggio sugli utili aumenti, il mercato non paga ancora un premio importante per questa caratteristica, segno che le opportunità di allocazione persistono.

Le condizioni finanziarie si sono strette significativamente, l’indice nasconde le correzioni azionarie
L’indice Morgan Stanley delle condizioni finanziarie, che combina rendimenti dei Treasury, dollaro USA e prezzi dell’energia, si è irrigidito fino ai livelli più elevati dal 2022. Ciò significa che il mercato finanziario sta assorbendo una parte significativa dell’effetto restrittivo della politica monetaria, indipendentemente dalle dichiarazioni ufficiali del Federal Reserve.
Wilson sottolinea nel report che il riconoscimento da parte di Warsh dell’inasprimento effettivo delle condizioni finanziarie rappresenterà una variabile chiave: un riconoscimento potrebbe stabilizzare i titoli sensibili ai tassi, mentre una posizione di indifferenza potrebbe portare a ulteriori correzioni.

La performance complessiva dell’S&P 500 continua a mascherare i danni ampi e diffusi nel mercato. Secondo i dati di Morgan Stanley, le azioni più sensibili all’economia hanno perso quasi il 10% dal periodo di metà agosto, mentre gli indici principali sono rimasti relativamente stabili.
In altre parole, per la maggior parte delle azioni il processo correttivo è stato piuttosto significativo. Ora la questione è se le azioni a grande capitalizzazione che ancora sostengono l’indice finiranno per convergere verso la media di mercato che si è già fortemente ridotta.

L’ultima discesa potrebbe essere un’opportunità di ingresso
Secondo Wilson, ogni ciclo di correzione di medio termine si conclude tipicamente con il ribasso finale delle azioni di qualità – anche se il fattore qualità rimane forte fino a quel punto. Questo suggerisce che la vera fase conclusiva della correzione arriverà precisamente quando le azioni “che hanno sostenuto il mercato” finiranno per cedere.
Morgan Stanley prevede che questo processo di convergenza potrebbe avvenire rapidamente tramite un calo improvviso, oppure trascinarsi fino a novembre sotto forma di lenta erosione.
Ma la valutazione centrale di Wilson è che: una volta che la distanza tra l’S&P 500 resiliente e i titoli ordinari già colpiti si sarà colmata, questo rappresenterà un’occasione per aumentare l’esposizione al rischio, e non un segnale d’allarme che il ciclo economico sia terminato.

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