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S&P Global avverte: i debiti legati all'intelligenza artificiale dei giganti tecnologici statunitensi potrebbero superare la portata già conosciuta

S&P Global avverte: i debiti legati all'intelligenza artificiale dei giganti tecnologici statunitensi potrebbero superare la portata già conosciuta

华尔街见闻华尔街见闻2026/10/19 22:26
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Mark Habib, responsabile delle infrastrutture digitali globali di S&P Global, ha affermato che i principali fornitori di servizi cloud su larga scala negli Stati Uniti potrebbero avere consistenti debiti legati all’AI non dichiarati, derivanti principalmente da garanzie implicite offerte alle imprese di AI di piccole e medie dimensioni per la costruzione di data center. Il principale rischio per il rating di questi fornitori è se i guadagni attesi saranno effettivamente raggiunti. Al momento non c’è pressione per una revisione del rating, ma se le attuali spese venissero considerate non più sostenibili in futuro, la posizione sul rating potrebbe cambiare.

S&P Global ha avvertito che le passività legate all’intelligenza artificiale delle più grandi aziende tecnologiche al mondo potrebbero essere di gran lunga superiori ai livelli già resi noti, ma l’agenzia al momento non ha in programma di modificare i propri rating.

Mark Habib, responsabile delle infrastrutture digitali di S&P Global, ha dichiarato durante una tavola rotonda a Londra che gli hyperscaler, ossia i fornitori di servizi cloud su vasta scala, potrebbero avere ingenti debiti legati all’AI non ancora rivelati, principalmente dovuti a garanzie implicite per la costruzione di data center o per il supporto a imprese AI di taglia medio-piccola. Ha affermato:

"È ragionevole supporre che esistano (debiti) che non possiamo vedere."

Queste dichiarazioni arrivano in un contesto in cui il mercato è sempre più cauto riguardo alle prospettive di finanziamento delle infrastrutture AI. I bond emessi di recente dai fornitori di infrastrutture AI e dalle cosiddette aziende 'neocloud' sostenute da NVIDIA, come CoreWeave, hanno visto un continuo calo di prezzo, riflettendo le preoccupazioni degli investitori sui loro volumi di indebitamento aggressivi.

La difficoltà di quantificare le passività implicite

Mark Habib ha posto l’accento sulle "strutture di finanziamento intrecciate" fra hyperscaler e progetti AI — le grandi aziende tecnologiche agiscono di fatto come garanti per la costruzione di grandi data center o per le imprese AI di dimensioni inferiori, dando luogo a passività potenziali non visibili nel bilancio.

"Se queste passività non vengono comunicate, non risulteranno nelle segnalazioni informative degli hyperscaler," ha affermato Habib. "Se le operazioni potenzialmente generate da queste passività non rientrano nel nostro ambito di valutazione, potrebbe risultarci impossibile rilevarle."

Ha aggiunto che al momento non esistono stime specifiche su quanta ulteriore esposizione debitoria questi modelli di finanziamento circolare possano generare nei bilanci delle aziende, ma che S&P sta lavorando a una valutazione complessiva più ampia.

I sei principali hyperscaler con capital expenditure imponente

S&P prevede che Amazon, Microsoft, Alphabet, Oracle, Meta e SpaceX — le sei principali aziende statunitensi hyperscaler — investiranno complessivamente oltre 7 mila miliardi di dollari in centri dati e altri capitali connessi all’AI fra il 2025 e il 2030, mantenendo uno stato di free cash flow negativo almeno fino al prossimo anno.

Mark Habib ha rimarcato che il rischio più grande per il rating degli hyperscaler resta legato alla capacità di raggiungere i profitti attesi nei tempi previsti.

Nel luglio di quest’anno S&P ha già declassato il rating creditizio di Oracle a BBB-, il livello più basso del grado investment, citando fra i motivi la spesa eccessiva per l’AI e le "incertezze sul percorso reddituale".

Nessuna pressione attuale sui rating, attenzione alla sostenibilità del supporto

In risposta ai recenti segnali di svendita delle obbligazioni legate all’AI, Mark Habib ha dichiarato che S&P attualmente non identifica scostamenti di rilievo fra prezzi di mercato e rating tali da richiedere correzioni forzate.

"Al momento non riteniamo esistano differenze tali da imporre una modifica dei rating," ha dichiarato, spiegando che la metodologia di valutazione di S&P considera orizzonti temporali più estesi.

Ha però precisato quali potrebbero essere le condizioni per una revisione: qualora l’attuale livello di investimenti venisse giudicato insostenibile, la posizione sui rating potrebbe cambiare. "Questo potrebbe dipendere da una serie di fattori — un’ulteriore intensificazione degli investimenti da parte delle aziende AI, oppure una competizione talmente aggressiva, da rallentare significativamente la crescita dei ricavi aziendali."

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