Il prezzo dell’oro è sceso di oltre un quinto dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran: perché molte banche centrali continuano ad aumentare le riserve?
Huitong Finance 7 ottobre—— I trader valutano la probabilità di un rialzo dei tassi a ottobre a meno di un quinto, in calo rispetto al circa 40% di una settimana fa. Tuttavia, gli attacchi alle petroliere continuano e i dirigenti del settore petrolifero avvertono che le misure di emergenza si stanno esaurendo. Il verbale della riunione della Fed di settembre sarà pubblicato mercoledì. Sebbene il prezzo dell'oro sia sceso di oltre un quinto dai fine febbraio, diversi funzionari delle banche centrali sottolineano ancora il ruolo strategico dell'oro nella diversificazione delle riserve.
Nel corso della sessione europea di mercoledì (7 ottobre), l'oro spot è sceso lievemente, attualmente scambiato a 4.130 dollari/oncia. Nonostante la pressione nel breve periodo, il ripristino dell'offerta di petrolio e la diminuzione dei rendimenti dei Treasury statunitensi stanno fornendo un certo supporto di base al prezzo dell'oro.
Incremento dell'offerta di petrolio e calo dei rendimenti dei Treasury USA: pressione su rialzi dei tassi attenuata
Il CEO di Shell ha dichiarato che i flussi di petrolio dal Medio Oriente si attestano intorno all'80% dei livelli precedenti al conflitto. Diverse grandi banche e istituti di analisi del trasporto marittimo hanno fornito stime simili.
Il ripristino dell'offerta ha attenuato la pressione sui prezzi energetici, riducendo quindi le preoccupazioni del mercato circa l'inflazione e i rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Nel frattempo, martedì i rendimenti dei Treasury statunitensi sono scesi, dopo aver raggiunto il giorno precedente i massimi degli ultimi decenni. Il calo dei rendimenti riduce il costo opportunità di detenere oro, che non produce interessi, fornendo così supporto al prezzo del metallo giallo.
Rischi persistenti: gli attacchi alle petroliere continuano, le misure emergenziali si esauriscono
Nonostante il recupero dell'offerta, rimangono dei rischi. Teheran ha intensificato negli ultimi giorni gli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz; importanti dirigenti del settore petrolifero avvertono che, con l'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran entrando nel suo ottavo mese, il mondo sta esaurendo gli strumenti d'emergenza per gestire l'impatto.
Questo avvertimento ricorda al mercato che la sostenibilità del recupero dell'offerta dipende ancora dalla situazione della sicurezza.
Se gli attacchi alle petroliere dovessero intensificarsi ulteriormente, i prezzi del petrolio potrebbero tornare a salire, alimentando le aspettative di inflazione e impattando in modo complesso sull'oro—da un lato potrebbe aumentare la domanda di asset rifugio, dall'altro potrebbero riaccendersi le attese di rialzi dei tassi.
Valutazione della Fed: probabilità di rialzo dei tassi a ottobre inferiore a un quinto
I funzionari della Fed hanno costantemente minimizzato la necessità di rialzi imminenti.
Attualmente, i trader valutano la probabilità di un rialzo dei tassi alla riunione di ottobre a meno di un quinto, in netto calo rispetto al circa 40% di una settimana fa. Questo cambiamento offre supporto all'oro, poiché un raffreddamento delle aspettative di rialzo dei tassi riduce il costo opportunità di detenere il metallo prezioso.
Il verbale della riunione della Fed di settembre sarà pubblicato mercoledì e fornirà indicazioni sulla politica futura.
Se il tono del verbale sarà accomodante, ciò potrebbe confermare il riposizionamento accomodante del mercato e offrire ulteriore supporto all'oro; se invece il tono sarà hawkish, le aspettative di rialzo potrebbero riaccendersi, pesando sul prezzo dell'oro.
Ruolo strategico dell'oro: la valutazione delle banche centrali nella diversificazione delle riserve
Nonostante il calo di oltre un quinto del prezzo dell'oro dallo scoppio del conflitto USA-Iran a fine febbraio, questa settimana diversi funzionari delle banche centrali riuniti in Italia hanno sottolineato la crescente importanza strategica dell'oro nella diversificazione delle riserve, poiché le incertezze geopolitiche aumentano l'attrattiva dell'oro come asset rifugio.
Questa posizione merita attenzione—indica che, nonostante la pressione a breve termine sui prezzi dell'oro, la domanda di lungo periodo a livello di banche centrali rimane solida. Se le incertezze geopolitiche persisteranno, la strategia delle banche centrali nell'accumulare oro potrebbe fornire un supporto strutturale di medio-lungo termine al suo prezzo.
Conclusione
L'aumento dell'offerta di petrolio dal Medio Oriente e il calo dei rendimenti obbligazionari riducono l'urgenza di un rialzo dei tassi da parte della Fed. Il CEO di Shell dichiara che il flusso di petrolio nella regione è circa all'80% dei livelli precedenti al conflitto, con stime simili da vari istituti. Tuttavia, i rischi restano—Teheran ha intensificato gli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz e i dirigenti del settore avvertono che le misure emergenziali si stanno esaurendo.
I funzionari della Fed minimizzano la necessità di alzare i tassi; i trader valutano la probabilità di un rialzo a ottobre a meno di un quinto, contro il circa 40% di una settimana prima. Il verbale della riunione della Fed di settembre sarà annunciato mercoledì. Benché l'oro sia sceso di oltre un quinto da fine febbraio, diversi funzionari delle banche centrali sottolineano il suo ruolo strategico nella diversificazione delle riserve.
Per l'oro, il recupero dell'offerta di petrolio e la riduzione dei rendimenti forniscono un supporto di breve periodo, ma il proseguimento degli attacchi alle petroliere e il tono del verbale della Fed restano variabili chiave per la direzione di breve termine. Se il verbale sarà accomodante, il prezzo dell'oro potrà rimbalzare ulteriormente; in caso contrario, potrebbe continuare a essere sotto pressione.
(Grafico daily oro spot, fonte: Yihuitong)
Alle 15:18 ora di Pechino, l'oro spot è quotato a 4.129,20 dollari/oncia.
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