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Ad agosto le offerte di lavoro JOLTS negli Stati Uniti sono scese al livello più basso degli ultimi 5 mesi, risultando inferiori alle aspettative per il terzo mese consecutivo.

Ad agosto le offerte di lavoro JOLTS negli Stati Uniti sono scese al livello più basso degli ultimi 5 mesi, risultando inferiori alle aspettative per il terzo mese consecutivo.

华尔街见闻华尔街见闻2026/09/29 16:24
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Per:华尔街见闻

Ad agosto, il numero di posizioni vacanti negli Stati Uniti è sceso a 7,079 milioni, inferiore alle aspettative degli economisti di 7,228 milioni. Nel settore immobiliare e delle locazioni, le posizioni vacanti sono state solo 50,000, quasi dimezzate rispetto al mese precedente. Il tasso di dimissioni si è mantenuto all’1,9%, pari al livello minimo registrato dal 2020. Il rapporto tra posizioni vacanti e numero di disoccupati è tornato a 1,0. Secondo le analisi, il numero netto di assunzioni implicato dal JOLTS è stato inferiore a quello riportato dai dati non farm per tre mesi consecutivi, suggerendo un significativo rischio di ribasso per i dati non farm di questo venerdì.

Negli Stati Uniti, il numero di posti di lavoro vacanti è rimasto al di sotto delle aspettative per il terzo mese consecutivo, con la fiducia dei consumatori scesa al livello più basso degli ultimi dieci anni, il che rende il mercato sempre più prudente in vista del rapporto sull’occupazione non agricola che verrà pubblicato questo venerdì.

I dati pubblicati martedì dal Bureau of Labor Statistics statunitense mostrano che ad agosto i posti di lavoro vacanti sono scesi a 7,079 milioni dai 7,335 milioni di luglio (dato rivisto al rialzo), un livello non solo inferiore alla mediana delle previsioni degli economisti di Bloomberg (7,228 milioni), ma anche il più basso da marzo di quest’anno.

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Si tratta della terza volta consecutiva che i dati JOLTS risultano inferiori alle aspettative, proseguendo così la tendenza al raffreddamento del mercato del lavoro.

Ad agosto le offerte di lavoro JOLTS negli Stati Uniti sono scese al livello più basso degli ultimi 5 mesi, risultando inferiori alle aspettative per il terzo mese consecutivo. image 1

Nello stesso tempo, un altro rapporto pubblicato lo stesso giorno indica che l'indice della fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è precipitato in settembre al livello più basso dal 2014, con i consumatori che sono diventati nettamente più pessimisti sulle prospettive del mercato del lavoro.

Dopo la pubblicazione di questi dati, le aspettative del mercato per il rapporto non agricolo di venerdì sono ulteriormente diminuite. Gli economisti avevano precedentemente previsto circa 90.000 nuovi posti di lavoro per settembre, mentre i dati impliciti dell’occupazione netta dei JOLTS di agosto sono stati, per il terzo mese consecutivo, inferiori a quelli del rapporto non agricolo, suggerendo che il numero effettivo potrebbe nuovamente deludere il mercato.

Calano i posti vacanti in quasi tutti i settori, il calo più marcato nell’immobiliare

La contrazione dei posti di lavoro vacanti ad agosto ha interessato ampiamente vari settori.

I servizi professionali e commerciali, la sanità e l’assistenza sociale, le amministrazioni statali e locali, il settore manifatturiero e l’edilizia hanno tutti registrato riduzioni nei posti di lavoro disponibili. I settori del commercio, delle informazioni, del tempo libero e dell’ospitalità hanno visto un leggero recupero, che però non è bastato a compensare il calo degli altri settori.

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In particolare, il settore immobiliare e degli affitti ha registrato il calo più significativo dei posti vacanti: solo 50.000 ad agosto, quasi dimezzato rispetto al mese precedente, raggiungendo il livello più basso da febbraio 2014. Questo crollo eccezionale è stato visto da alcuni analisti come la principale preoccupazione della presente edizione del report JOLTS, e potrebbe preannunciare una contrazione sostanziale della domanda nel settore.

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Guardando all’andamento generale, la consueta revisione al rialzo dei mesi precedenti ha subito un’inversione in questo rapporto: il dato di luglio è stato rivisto a 7,335 milioni, la prima revisione al rialzo dopo tre mesi di ribassi consecutivi, ma proprio questo aggiustamento rende la contrazione di agosto ancora più ripida sul confronto mensile. Ad agosto le offerte di lavoro JOLTS negli Stati Uniti sono scese al livello più basso degli ultimi 5 mesi, risultando inferiori alle aspettative per il terzo mese consecutivo. image 4

Bassa liquidità persistente, tasso di dimissioni ai minimi pluriennali

La caratteristica principale del mercato del lavoro attuale è una bassa attività sia nelle assunzioni sia nei licenziamenti.

Ad agosto, il numero di dimissioni volontarie è diminuito di 23.000 rispetto a luglio, scendendo a 3,066 milioni, con un tasso di dimissioni stabile all’1,9%, pari al minimo dal 2020. Questo indicatore è solitamente considerato come un barometro della fiducia dei lavoratori nel mercato del lavoro: più basso è il tasso, meno i dipendenti sono disposti a cambiare volontariamente occupazione in cerca di nuove opportunità.

Nello stesso tempo, il numero di nuove assunzioni è salito leggermente ad agosto (+46.000) a quota 5,192 milioni, una crescita limitata che non è sufficiente a bilanciare il calo dei posti vacanti. Il numero di nuove richieste di sussidio di disoccupazione rimane vicino ai minimi storici, indicando che non si sono verificati licenziamenti di massa.

Nel complesso, il mercato del lavoro presenta le caratteristiche strutturali di “basse assunzioni, pochi licenziamenti e bassa mobilità”. Questa situazione rigida, se da un lato limita nell’immediato l’aumento della disoccupazione, dall’altro rende difficile l’accesso al mercato per molti candidati, riducendo anche le possibilità di cambiamento per chi è già occupato.

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Il rapporto tra posti vacanti e disoccupati torna in equilibrio

Ad agosto, il rapporto tra posti vacanti e persone in cerca di lavoro è sceso da 1,1 di luglio a 1,0, mentre l’eccedenza di posti rispetto ai disoccupati (differenza tra posti vacanti e disoccupati) è crollata a 48.000, molto al di sotto dei 419.000 di luglio.

Questo cambiamento significa che, dopo i nove mesi di eccesso di offerta di lavoro terminati a marzo 2025, i quattro mesi di moderato miglioramento che ne sono seguiti sono stati sostanzialmente annullati, e il mercato è tornato sulla linea di equilibrio tra domanda e offerta.

I funzionari della Federal Reserve hanno sempre seguito attentamente questo rapporto come un indicatore chiave dell’equilibrio nel mercato del lavoro; nel picco del 2022, il rapporto aveva raggiunto 2 a 1.

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A inizio mese, la Federal Reserve ha annunciato il primo rialzo dei tassi dal 2023 e nel suo comunicato ha indicato che la crescita dell’occupazione è in linea con la dimensione della forza lavoro, con una variazione della disoccupazione limitata; ciò costituisce il presupposto per concentrare la politica sul contrasto dell’inflazione.

Tuttavia, il raffreddamento continuo rivelato dai dati JOLTS potrebbe, in certa misura, influenzare le valutazioni dei decisori riguardo la resilienza del mercato del lavoro.

L’attenzione del mercato si sposta sul report non agricolo di venerdì

I dati attuali dei JOLTS rappresentano un indicatore anticipatore per il rapporto sull’occupazione non agricola: la differenza tra nuove assunzioni e separazioni è tipicamente altamente correlata agli incrementi salariali e di occupazione.

Il dato netto implicito dalle assunzioni JOLTS per agosto è di 122.000, mentre il rapporto non agricolo di agosto aveva registrato 162.000 nuovi posti: una discrepanza evidente tra i due dati.

Secondo gli analisti, data questa divergenza che prosegue da tre mesi, l’aggiornamento di settembre del rapporto sull’occupazione non agricola atteso per venerdì presenta un significativo rischio al ribasso, con la possibilità che il dato pubblicato sia sensibilmente inferiore ai 162.000 di agosto. La mediana delle stime degli economisti si attesta intorno ai 90.000 nuovi posti.

In generale, il rapporto JOLTS prosegue il trend di raffreddamento iniziato dopo i solidi dati sul mercato del lavoro di inizio 2026: il calo simultaneo dei posti vacanti e delle dimissioni aumenta ulteriormente i dubbi sulla capacità del mercato del lavoro di mantenere la sua precedente resilienza.

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