L’Iran potrebbe aprire brevemente lo stretto, il doppio massimo dei tassi di interesse offre un’opportunità di inversione per il prezzo dell’oro
汇通网22 settembre — I progressi nei colloqui USA-Iran spingono una breve ripresa del prezzo dell’oro, ma inflazione e deflusso dei capitali ne limitano l’ascesa. Il punto di svolta dei tassi d’interesse nasconde l’opportunità di costruire una base.
Martedì 22 settembre, durante la sessione asiatica ed europea, il prezzo spot dell’oro ha rimbalzato dopo un minimo, attualmente scambiato intorno ai 4.331 dollari.
Secondo Kyodo News Giappone,
L’Iran pianifica di cogliere l’occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York per avviare colloqui formali con i paesi mediatori basati su questa proposta.
In precedenza, il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, Rezaei, aveva già affermato chiaramente che la ripresa dei negoziati USA-Iran richiedeva che gli Stati Uniti soddisfacessero sette condizioni, tra cui la revoca del blocco dei porti e lo sblocco degli asset iraniani all’estero.
Stimolata dalle aspettative di un forte allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, il rischio geopolitico sui mercati si è raffreddato e le preoccupazioni inflazionistiche sono temporaneamente diminuite, spingendo una rapida ripresa a breve termine del prezzo dell’oro.
Prezzi dei carburanti ai massimi storici, nuove preoccupazioni inflazionistiche deprimono il prezzo dell’oro
In realtà, però, è sempre l'inflazione guidata dal prezzo del petrolio a determinare il restringimento della politica monetaria da parte delle banche centrali, che a sua volta frena il prezzo dell'oro. Questa volta, tuttavia, sono i prezzi dei carburanti raffinati a raggiungere continuamente nuovi massimi, non il petrolio greggio; l'inflazione energetica a livello finale rimane molto forte e le preoccupazioni generali sull'inflazione non si sono affievolite.
Ciò ha portato a un rapido rientro dei guadagni a breve termine dell'oro, con un trend debole correlato alla dinamica dell’inflazione energetica.
Attualmente, la logica principale di formazione del prezzo dell'oro rimane legata alle aspettative inflazionistiche guidate dal prezzo del petrolio: finché l’inflazione dei carburanti rimarrà elevata, le aspettative di rialzo dei tassi continueranno a comprimere il prezzo dell’oro.
Azioni, dollaro USA e Treasury in rafforzamento, la diversione dei capitali continua a pesare sull’oro
L’effetto “altalena” tra asset è ben evidente, con ulteriori ripercussioni negative sull’oro. Attualmente, le azioni USA continuano a segnare nuovi massimi di periodo, salendo il risk appetite; il Dollar Index rimane forte, aumentando l’attrattività come bene rifugio
mentre il mercato dei Treasury USA mostra un costante miglioramento degli acquisti, con i rendimenti degli asset a reddito fisso che continuano a crescere.
La forza di molteplici asset ad alto rendimento sta provocando un flusso costante di capitali in uscita dall’oro, bene privo di rendimento, che rappresenta uno dei fattori chiave che hanno recentemente depresso il prezzo dell’oro.
Doppio massimo dei rendimenti sui Treasury USA offre potenziale supporto all’oro
In un contesto ancora sfavorevole, emergono però segnali marginalmente positivi per l’oro.
Di recente, sia i rendimenti nominali dei Treasury USA sia quelli reali TIPS hanno formato una configurazione di doppio massimo su base daily, lasciando spazio tecnico a una correzione e una discesa.
Di solito, una riduzione dei tassi reali si riflette direttamente in una prospettiva positiva per la valutazione dell’oro, potenzialmente favorendo un consolidamento del prezzo e limitando gli spazi per ulteriori cali, con una progressiva intensificazione della battaglia tra tori e orsi di mercato.
(Panoramica rendimenti TIPS, fonte: Federal Reserve)
Punto di vista degli operatori: attenzione alle dichiarazioni della Fed e al prezzo del petrolio, l’oro rimane sotto pressione nel breve periodo
Chris Weston, direttore della ricerca di Pepperstone, fornisce le ultime valutazioni di mercato: pochi dati macro rilevanti negli USA questa settimana, con l’attenzione concentrata sulle dichiarazioni dei funzionari della Federal Reserve e sull’andamento del prezzo internazionale del petrolio, cercando indizi su un possibile nuovo rialzo dei tassi a ottobre.
Sottolinea che, sebbene ci sia stato un leggero arretramento del prezzo del petrolio dai massimi, ogni ulteriore rimbalzo che alimentasse nuove aspettative inflazionistiche rafforzerebbe ancora la logica di una Fed restrittiva, mantenendo una pressione al ribasso sull’oro e uno scenario complessivamente debole a breve termine.
Considerazioni finali e logica operativa di medio-lungo periodo
Nell’immediato, inflazione resiliente, aspettative di rialzo dei tassi e deflusso dei capitali rappresentano i tre principali fattori negativi che dominano il mercato, rendendo difficile una ripresa dell’oro. Tuttavia, in ottica medio-lunga, la discesa dei tassi reali dai massimi e il raggiungimento di un picco marginale dell’inflazione potrebbero ridurre notevolmente lo spazio per ulteriori rialzi della Fed.
Nel futuro, il mercato potrà muoversi su due direttrici principali: la prima è l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali USA, con la possibile introduzione di politiche temporaneamente più accomodanti;
la seconda è il perdurare dell’allentamento delle tensioni USA-Iran, che potrebbe favorire un calo del prezzo del petrolio, mitigare l’inflazione e migliorare la liquidità del mercato.
Tuttavia, il manifestarsi di dinamiche simili a quelle viste all’inizio dell’anno dipenderà dalla convergenza dei capitali: la recente stagnazione della domanda di oro da parte dei consumatori e i continui deflussi dagli ETF durante fasi di prezzo non orientate marcatamente al rialzo sono una delle ragioni per cui difficilmente l’oro potrà mettere a segno impennate improvvise.
Tecnica: il prezzo dell’oro, dopo aver preservato il corposo rialzo registrato giovedì scorso, mostra ora segnali di reazione; la resistenza chiave si colloca nella parte inferiore del box, intorno ai 4.400 dollari.
(Grafico daily dell’oro spot, fonte: Easthuitong)
Alle ore 17:02, l’oro spot viene scambiato a 4.323 dollari/oncia.
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