L'oro spot copre la reputazione della Federal Reserve, balza dell'1% superando 4330, lasciando gli orsi confusi.
【Notizie flash】
“Venerdì scorso il CPI è risultato eccezionalmente alto, la probabilità di un rialzo dei tassi è schizzata sopra il 90% e il rendimento decennale ha superato il 5%—secondo i manuali l’oro avrebbe dovuto crollare. Ma non è successo, anzi si è spinto fino a 4360 dollari. Il Chief Investment Officer di Zaye Capital Markets, Aslam, ha centrato il punto con una frase: ‘Il CPI è il fattore scatenante, la vera storia è la fiducia.’”
Quello che l’oro sta scambiando è già cambiato. I modelli tradizionali non sono obsoleti—l’aumento dell’inflazione incrementa la probabilità di un rialzo dei tassi, e tassi più alti aumentano il costo opportunità di detenere oro che non genera interessi. Ma il punto è che oggi l’oro non copre più solo inflazione o tassi di interesse, ma la fiducia del mercato nella capacità della Federal Reserve di “resistere alla pressione politica e controllare la situazione”. Trump continua a chiedere pubblicamente tagli dei tassi, mentre i dati economici spingono il mercato a scommettere su rialzi—la Federal Reserve si trova a un bivio senza precedenti: gli investitori non osservano solo le sue azioni, ma valutano anche se potrà mantenere la propria credibilità politica sotto pressione.
Il vero “arbitro” della serata è il mercato obbligazionario. Lunedì il rendimento del Treasury USA a 10 anni ha superato temporaneamente il 5%, il trentennale è salito oltre il 5,4%, ai massimi da 19 anni. Se dopo il rialzo dei tassi i rendimenti a lunga scadenza si stabilizzano al ribasso, significa che il mercato crede che la Federal Reserve abbia il controllo della situazione—e ciò è negativo per l’oro, perché il premio per l’incertezza svanisce. Se invece i rendimenti a lunga continuano a salire dopo il rialzo, il mercato sta dicendo alla Federal Reserve che un solo rialzo non basta, e gli investitori pretendono un premio di rischio maggiore. In questo caso, l’oro potrebbe trovarsi di fronte sia a tassi più alti sia a nuovi acquisti—deviando completamente dalla logica tradizionale.
La maggiore pressione per l’oro potrebbe arrivare proprio da una riunione “noiosa”. Se dopo il rialzo dei tassi il mercato obbligazionario torna ordinato, le aspettative di inflazione si stabilizzano e la borsa assorbe tutto senza scossoni—questo rappresenta il rischio maggiore per l’oro. Perché se il mercato torna a credere che la Federal Reserve possa mantenere la stabilità dei prezzi, l’incertezza politica che l’oro copre viene meno.
【Analisi tecnica aggiornata sull’oro spot】
L’indice del dollaro rimane su valori elevati, continuando a esercitare pressione su prezzo dell’oro. Questa notte è attesa la decisione sui tassi della Federal Reserve: guardando alle dichiarazioni di Waller l’ultima volta, il vero dato chiave che influenzerà l’andamento successivo sarà l’indice dei prezzi PCE di fine mese, ma la decisione sui tassi arriva prima e, con il dato CPI della scorsa settimana superiore alle attese, ora la probabilità di un rialzo è salita al 95%. Il rincaro del petrolio acuisce ulteriormente la pressione inflazionistica: un rialzo è praticamente certo. Ma proprio quando il mercato è unanimemente ribassista e tutti sono convinti che “rialzo dei tassi = crollo dell’oro”, bisogna essere altamente vigili contro possibili variabili di rischio—dopo un’ondata di short potrebbe arrivare un’inversione da esaurimento delle cattive notizie? Se la Federal Reserve dovesse adottare toni più accomodanti e ipotizzare un rallentamento nel ritmo dei rialzi, potrebbe innescare una corsa a ricoperture da parte degli short e un rimbalzo indotto? Opportunità e rischi coesistono, ed è proprio questo a rendere la notte della decisione così emozionante.
Tornando ai grafici, ieri il prezzo dell’oro ha oscillato in basso: in mattinata si è leggermente alzato testando il massimo di fine giornata precedente nei pressi di 4317, per poi ripiegare. Durante la sessione europea è sceso fino a un minimo di circa 4261, per poi entrare in una fase laterale, chiudendo infine con una doji nera con ombra inferiore più lunga di quella superiore, segnale di una possibile necessità di rimbalzo tecnico a breve termine. Il rimbalzo finale si è arrestato in area 4310, creando una resistenza di breve, con supporto tra 4272 e 4275. Durante la giornata, resta preferibile una strategia long dai minimi, puntando su correzioni/rimbalzi e possibilità di nuovi rialzi dopo l’esaurimento delle cattive notizie.
Supporti di riferimento: 4272–4275, 4258–4260, 4230–4232
Resistenze di riferimento: 4310–4315, 4335–4338, 4352–4355
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