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La volatilità del mercato valutario resta bloccata, e nemmeno le tre principali banche centrali riescono a stimolare la domanda di opzioni

La volatilità del mercato valutario resta bloccata, e nemmeno le tre principali banche centrali riescono a stimolare la domanda di opzioni

智通财经智通财经2026/09/14 14:11
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  1. Il dollaro si è rafforzato lunedì e il prezzo del petrolio Brent si è avvicinato ai 110 dollari al barile, aggiungendo nuove variabili al tema dell'inflazione, proprio mentre la Federal Reserve, la Bank of England e la Bank of Japan si preparano ad annunciare le ultime decisioni di politica monetaria.
  2. Apparentemente, questa dovrebbe essere una tipica situazione di rischio evento che spinge i desk di trading a comprare gamma, ma le opzioni su valute estere sono invece in una posizione scomoda e contraddittoria.
  3. Il rapporto euro/dollaro rappresenta l'esempio più evidente: la volatilità implicita a una settimana pari al 5,6% sembra inferiore al livello di lungo periodo, ma la volatilità realizzata della settimana precedente è stata solo dell'1,84%, circa un terzo della valutazione implicita attuale, e questa stessa settimana comprendeva sia la riunione della Banca Centrale Europea sia i dati sull'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti.
  4. Il divario tra volatilità implicita e realizzata si osserva nella maggior parte dei cambi contro il dollaro USA: ciò spiega perché, anche con le importanti riunioni delle tre principali banche centrali e l’aumento marcato del prezzo del petrolio, molti desk esitano ancora a detenere opzioni.
  5. L’euro/dollaro è vicino ai minimi di agosto, ma il mercato delle opzioni non insegue il movimento al ribasso: la volatilità implicita di riferimento a un mese è salita solo leggermente al 5,125%, l’indicatore risk-reversal a 25 delta segnala un lieve orientamento verso le opzioni put in euro, mentre i compratori di volatilità restano cauti riguardo al gap tra valori impliciti e realizzati.
  6. Il rischio associato alla Federal Reserve è ormai asimmetrico: la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è salita dal circa 70% precedente ai dati sull’indice dei prezzi al consumo al circa 90%, mentre la posizione da falco del presidente a Jackson Hole ha aumentato il costo in termini di credibilità di una posizione attendista.
  7. Le opzioni sullo yen raccontano una storia simile ma con minore intensità: la volatilità implicita a un mese e il risk-reversal a 25 delta sono entrambi fortemente calati rispetto ai massimi di inizio settembre, con una minore domanda di posizioni short e prezzi di knockout spostati verso l’alto.
  8. La domanda di opzioni call a breve scadenza con strike sopra 155, in scadenza dopo la riunione della Bank of Japan di venerdì, è riemersa, a suggerire che i trader potrebbero prepararsi a una nuova delusione da parte delle autorità di Tokyo.
  9. Poiché la volatilità realizzata resta indietro rispetto a quella implicita, mantenere posizioni long-volatility questa settimana potrebbe risultare sfavorevole, anche se Federal Reserve, Bank of England, Bank of Japan e l’aumento dei prezzi del petrolio sono tutti fattori in campo.
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