Dopo il "bagno di sangue" di luglio, la fiducia nell'AI resiste! Goldman Sachs: Gli hedge fund puntano forte sulle big tech, Amazon rimane la più amata per 11 trimestri consecutivi
Secondo un rapporto di Goldman Sachs, la volatilità delle azioni statunitensi a luglio ha portato gli hedge fund a ridurre la leva finanziaria al livello più basso degli ultimi dieci anni, con le posizioni AI, che avevano trainato precedentemente il rally, che hanno subito le maggiori correzioni. Tuttavia, i capitali non si sono allontanati dai temi principali: Amazon è rimasta la posizione principale per l’undicesimo trimestre consecutivo e nove delle dieci azioni più popolari sono legate all’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, i fondi hanno ridotto il rischio di congestione aumentando la presenza nei settori sanitario, finanziario ed energetico, ed esteso le proprie strategie lungo la catena industriale, inclusi data center e infrastrutture AI.
La forte volatilità delle azioni statunitensi a luglio non ha scalfito la fiducia degli hedge fund nelle strategie legate all’intelligenza artificiale. L’ultimo rapporto Goldman Sachs rivela che, nonostante un ampio deleveraging e la riduzione delle posizioni, gli hedge fund continuano a puntare pesantemente sui titoli tecnologici di grandi dimensioni, con l’AI che resta il fulcro principale degli investimenti.
Il monitoraggio condotto da Goldman Sachs su circa 1000 hedge fund, con un’esposizione aggregata long/short su azioni di 5,4 mila miliardi di dollari, mostra che al 19 agosto il rendimento complessivo degli hedge fund da inizio anno è ancora del 10%. Tuttavia, la forte correzione di luglio ha portato il settore a registrare una delle peggiori performance mensili relative all’S&P 500 negli ultimi vent’anni, mettendo in evidenza la vulnerabilità delle operazioni sovraffollate.
Eppure i capitali non hanno abbandonato i mercati in modo massiccio. I dati Goldman Sachs mostrano che, per l’undicesimo trimestre consecutivo, Amazon è il titolo più popolare tra gli hedge fund; tra i dieci titoli più apprezzati, nove sono collegati al tema AI.
Allo stesso tempo, gli hedge fund stanno iniziando a diversificare il rischio riducendo la leva complessiva e ampliando l’allocazione nei vari settori. Le allocazioni nette nei settori sanitario, finanziario ed energetico sono salite ai livelli più elevati degli ultimi dieci anni, a dimostrazione che i capitali stanno aumentando lo spazio difensivo al di fuori del filone AI.
Luglio di forte deleveraging, i portafogli AI più popolari hanno subito le maggiori perdite
Ben Snider, responsabile del team di strategia portafoglio di Goldman Sachs, afferma che luglio è stato “uno dei periodi di deleveraging più marcati degli hedge fund negli ultimi dieci anni”.
Questo riassetto non si è limitato a ridurre l’esposizione netta, ma ha comportato una contrazione dell’intero portafoglio di trading. I fondi non solo hanno diminuito le scommesse direzionali, ma hanno anche ridotto nel complesso l’entità delle proprie posizioni.
La debolezza del settore dei semiconduttori e la pubblicazione ravvicinata dei risultati delle grandi aziende di cloud computing sono stati fattori decisivi che hanno innescato la pulizia dei portafogli. Il mercato ha cominciato a mettere in dubbio la sostenibilità della rapida crescita degli investimenti in AI, con le operazioni AI che avevano registrato forti rialzi precedenti sottoposte così a una significativa pressione.
Goldman Sachs sottolinea che, i portafogli AI con le migliori performance del secondo trimestre sono proprio quelli in cui i fondi avevano incrementato di più le allocazioni, ma sono poi stati quelli che hanno subito le maggiori perdite nel ritracciamento di luglio. Ciò significa che le operazioni più sovraffollate sono anche le più esposte al rischio di repentino disimpegno durante le fasi di forte volatilità.
Amazon domina per l’undicesimo trimestre, nove dei dieci titoli più popolari legati all’AI
Nonostante la forte volatilità del mercato a luglio, la direzione generale degli investimenti degli hedge fund non è sostanzialmente cambiata e la preferenza per i titoli tecnologici di grandi dimensioni rimane solida.
Secondo i dati più recenti di Goldman Sachs, Amazon mantiene il primato come titolo più popolare tra gli hedge fund per l’undicesimo trimestre consecutivo e, tra le prime dieci partecipazioni, nove sono strettamente legate al tema dell’intelligenza artificiale, con Visa come unica eccezione. Questo conferma che l’AI resta il principale tema d’investimento.
Parallelamente, i capitali stanno proseguendo lungo la catena di valore dell’AI, estendendo ulteriormente la propria presenza. I dati del secondo trimestre indicano un notevole aumento dell’interesse verso società attive nei data center, nelle infrastrutture AI e nei dispositivi elettrici correlati, a testimonianza che le istituzioni stanno continuando a scoprire opportunità strutturali in segmenti quali capacità di calcolo e applicazioni.
Inoltre, alcuni titoli growth che prima non rientravano tra le prime cinquanta partecipazioni stanno iniziando ad attirare attenzione, tra software, e-commerce, media e aviazione, a dimostrazione che lo stile growth non è stato abbandonato, ma piuttosto che la diversificazione sta gradualmente ampliandosi oltre il solo tema AI.
Guardando alle posizioni complessive, sebbene il livello di leva netta degli hedge fund sia leggermente diminuito, l’esposizione totale al mercato resta superiore alla media storica. Goldman Sachs rileva che la quota delle posizioni long su ETF ha raggiunto il 5,6%, il livello più alto dalla crisi finanziaria globale del 2008. Nello stesso tempo, gli indicatori di inclinazione netta nei settori sanitario, finanziario ed energetico sono anch’essi ai massimi decennali, segnale che il capitale sta diversificando sistematicamente il rischio verso aree non tecnologiche.
In definitiva, la turbolenza di luglio ha portato gli hedge fund a ottimizzare la struttura di portafoglio più che a invertire la direzione degli investimenti. L’AI continua a essere il tema dominante, ma di fronte al sovraffollamento del comparto tech, le istituzioni stanno riequilibrando il rischio attraverso l’ampliamento di altri settori: la strategia generale resta ancorata al tema centrale, ma manifesta ora caratteristiche di maggiore diversificazione e difensività.
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