Trump parla del taglio dei tassi: vorrebbe una riduzione dei tassi d'interesse, ma non dipende completamente da una sola persona, Walsh.
Trump ha dichiarato che la decisione sui tagli dei tassi di interesse "dipende in parte dal presidente della Federal Reserve, ma non completamente", riconoscendo che le modifiche ai tassi non possono essere decise da una sola persona. Ha ribadito il suo sostegno a politiche di tassi bassi, continuando però a criticare alcuni dirigenti della Federal Reserve per presunte inclinazioni politiche. Rispetto alle precedenti pressioni su Powell per abbassare i tassi, la posizione di Trump nei confronti del nuovo presidente, Waller, è apparsa decisamente più moderata, ma il mercato rimane attento al rischio per l'indipendenza della Federal Reserve.
Trump ha nuovamente lanciato segnali favorevoli a un taglio dei tassi d’interesse, ma il tono della sua pressione sulla Federal Reserve è nettamente più moderato rispetto al passato e ha ammesso che le decisioni sui tassi non possono essere influenzate solo dal presidente della Federal Reserve.
Il 7 agosto, secondo quanto riportato da Bloomberg, durante un’intervista Trump è stato interrogato sul fatto se ritenga che il presidente della Federal Reserve, Walsh, non dovrebbe aumentare i tassi prima delle elezioni di medio termine del prossimo anno. La decisione sul taglio dei tassi “dipende in parte da lui, ma non completamente”. Allo stesso tempo, Trump ha nuovamente criticato alcuni membri del consiglio della Federal Reserve per le loro inclinazioni politiche, menzionando esplicitamente l’ex presidente della Federal Reserve Powell e la consigliera Lisa Cook.
Trump ha anche ribadito la sua posizione di lunga data a favore di tassi d’interesse bassi. Ha affermato di voler “tornare al passato”, quando con buoni dati economici anche i tassi di mercato scendevano di conseguenza. “In passato, quando annunciavi dati positivi, i tassi d’interesse scendevano”, ha dichiarato Trump.
Queste dichiarazioni indicano che la pressione pubblica di Trump sulla politica monetaria della Federal Reserve si è attenuata rispetto a prima. Tuttavia, secondo precedenti notizie di Bloomberg, da quando Walsh è stato confermato presidente della Federal Reserve lo scorso maggio, Trump ha avuto più volte colloqui telefonici con lui. Sebbene, secondo fonti informate, non siano stati richiesti esplicitamente interventi specifici, la frequente interazione tra Casa Bianca e Federal Reserve continua a sollevare l’attenzione del mercato sull’indipendenza della banca centrale.
Tono più moderato rispetto all’epoca di Powell, resta alta l’attenzione sull’indipendenza della Fed
Le dichiarazioni di Trump su Walsh si contrappongono alle sue precedenti critiche pubbliche rivolte a Powell. In passato, Trump aveva ripetutamente accusato Powell di non tagliare i tassi con sufficiente aggressività, arrivando persino a chiederne direttamente le dimissioni; questa volta, invece, parlando di Walsh, Trump non ha avanzato richieste simili.
Tuttavia, la sua critica sulla “politicizzazione” dei membri del consiglio della Federal Reserve conferma la posizione che ha sempre mantenuto. Bloomberg ha precedentemente riferito, citando fonti informate, che le numerose telefonate tra Trump e Walsh hanno riguardato principalmente le opinioni di quest’ultimo su temi economici e politici, senza richieste esplicite circa l’adozione di specifiche misure di politica monetaria, anche se non è chiaro se abbiano discusso delle prospettive sui tassi d’interesse.
Con l’aumento delle interazioni tra la Casa Bianca e il nuovo presidente della Federal Reserve, il mercato continuerà a monitorare da vicino i cambiamenti nei rapporti tra l’amministrazione Trump e la Federal Reserve, così come il loro potenziale impatto sull’indipendenza della banca centrale.
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