JPMorgan: il rischio di un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone a settembre è significativamente aumentato
L'espansione fiscale sta rimodellando il percorso della politica monetaria giapponese.
JPMorgan ha pubblicato un rapporto il 7 agosto secondo cui il governo giapponese sta promuovendo la riduzione delle tasse e l'aumento del sostegno fiscale, il che aumenterà ulteriormente la pressione sulla banca centrale giapponese affinché inasprisca la politica monetaria. Nel contesto in cui lo stimolo fiscale potrebbe incrementare la domanda economica e aumentare i rischi inflazionistici, la banca ritiene che la Bank of Japan potrebbe accelerare il ritmo dei futuri rialzi dei tassi.
Sebbene la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre sia recentemente aumentata in modo significativo, JPMorgan mantiene comunque ottobre come scenario base per un rialzo dei tassi e ha aumentato il numero di rialzi previsti per il 2027 da due a tre, prevedendo che il tasso d'interesse di politica monetaria della Bank of Japan possa salire al 2% entro la fine del 2027.
Allo stesso tempo, JPMorgan avverte che la politica promossa dal Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi di ridurre l'IVA sugli alimentari ha una chiara finalità elettorale, mentre le pressioni politiche interne per rallentare i rialzi dei tassi continuano a sussistere, il che potrebbe portare la Bank of Japan a restare indietro rispetto alla situazione inflazionistica. Se la politica monetaria dovesse restare indietro per un periodo prolungato, futuri rialzi "a rincorsa" per contenere l'inflazione potrebbero portare il tasso terminale a superare l'attuale previsione del 2%.
Settembre o ottobre? JPMorgan punta ancora su ottobre
Dopo che la Bank of Japan ha segnalato la possibilità di un rialzo già a settembre, il mercato ha rapidamente aumentato le aspettative per un intervento a settembre.
JPMorgan riconosce che il rischio di un rialzo a settembre è aumentato in modo significativo, ma continua ad indicare ottobre come scenario di base.
Il motivo è che, se la Bank of Japan dovesse alzare nuovamente i tassi a settembre dopo il rialzo di giugno, il mercato scommetterebbe rapidamente su un ulteriore rialzo a dicembre, il che significherebbe che la banca centrale dovrebbe abbandonare il ritmo graduale che ha sempre sottolineato – uno scenario che i decisori politici intendono evitare.
JPMorgan ritiene che nei prossimi settimane i dati economici degli Stati Uniti, l'andamento del dollaro e il loro impatto sul tasso di cambio dello yen saranno le variabili chiave che decideranno se la Bank of Japan interverrà a settembre o ottobre.
Riviste al rialzo a tre le previsioni di rialzo nel 2027
Il cambiamento più significativo riguarda il percorso di politica monetaria nel medio-lungo termine.
JPMorgan ha aggiornato la previsione per il 2027, passando da due rialzi (aprile, ottobre) a tre (marzo, luglio, dicembre), stimando che il tasso di riferimento raggiungerà il 2% entro la fine del 2027.
Il rapporto ritiene che il Giappone preveda di ridurre l'IVA sugli alimentari dall'8% all'1% a partire da aprile 2027, per una durata di due anni, e che il piano di copertura finanziaria della riduzione fiscale non sia ancora stato definito. Nel contesto di un'espansione fiscale continua, delle persistenti pressioni inflazionistiche globali e del rischio non ancora dissipato di deprezzamento dello yen, la Bank of Japan dovrà inevitabilmente accelerare la normalizzazione della politica per evitare che le aspettative di inflazione si sgancino ulteriormente.
In altre parole, più la politica fiscale è espansiva, maggiore sarà la pressione per inasprire la politica monetaria.
Per il mercato, questo significa che nei prossimi mesi l'interazione tra tassi di interesse giapponesi, tasso di cambio dello yen e politica fiscale continuerà ad essere il principale fattore che influenza la performance degli asset giapponesi.
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