Goldman Sachs: la posizione dominante dei titoli tecnologici di mega-cap sta crollando, punto di svolta nella concentrazione del mercato dopo 15 anni
La struttura altamente concentrata del mercato azionario statunitense che dura da oltre quindici anni si sta sgretolando.
Peter Oppenheimer, Chief Global Equity Strategist di Goldman Sachs, ha sottolineato nell’ultimo rapporto che i mercati azionari globali stanno vivendo un sano processo di normalizzazione, con i rendimenti di mercato che si stanno diffondendo simultaneamente sia a livello geografico che settoriale, facendo riemergere in modo significativo il valore di una diversificazione del portafoglio.
Dall’inizio del 2025, questa tendenza del “grande ampliamento” si è accelerata in modo evidente. Il mercato azionario statunitense ha avuto la performance peggiore tra le principali regioni, mentre Giappone, Asia-Pacifico e mercati emergenti hanno registrato i guadagni più forti in valuta locale. Nel frattempo, le enormi spese in conto capitale dei titoli tecnologici ultra-large (hyperscalers) continuano a erodere il loro rendimento del free cash flow, spingendo al ribasso la valutazione del settore tech, mentre l’effetto spillover rafforza le prospettive di crescita e le valutazioni di industrie tradizionali come quella industriale.
Oppenheimer sottolinea, nel rapporto di strategia globale intitolato “Momentum, Rotazione e Valore nella Crescita”, che questa rotazione settoriale è guidata dai fondamentali degli utili, non da una crescita delle valutazioni o da un calo dei tassi d’interesse. Ritiene che, dopo oltre dieci anni di estrema concentrazione di capitalizzazione e performance, si sta verificando un punto di svolta strutturale, offrendo agli investitori maggiori opportunità di rendimenti attraverso una reale diversificazione del portafoglio.
Il settore tecnologico sotto pressione, vantaggio del free cash flow in calo
Negli oltre dieci anni successivi alla crisi finanziaria, il settore della tecnologia, grazie al modello leggero di asset, all’esplosione della domanda di cloud e software e al premio di valutazione causato dai tassi d’interesse zero, ha costantemente incrementato margini di profitto e ROE, diventando il centro della allocazione globale dei capitali.
Tuttavia, l’ascesa di ChatGPT ha innescato una corsa agli investimenti in conto capitale tra le big tech. Oppenheimer evidenzia che questo super ciclo d’investimento sta trasformando alla base i caratteri finanziari del settore: l’enorme entità degli investimenti continua a erodere il free cash flow, costringendo queste società a ricorrere al debito e al mercato azionario per finanziarsi.
Misurato dal rendimento del free cash flow, il vantaggio del mercato azionario statunitense, dominato da titoli tecnologici ultra-large, rispetto ai mercati value come quello europeo si è notevolmente ridotto, fornendo supporto ai recenti movimenti relativi. Al contempo, il maggior debito pubblico, la pressione inflazionistica persistente e l’aumento dell’offerta di obbligazioni stanno facendo crescere il costo del capitale, rendendo la crescita degli utili il vero motore dei rendimenti azionari.

La rotazione trainata dagli utili, rivalutazione per i settori tradizionali
Va segnalato che questa diffusione dei rendimenti nel mercato non è spinta da una bolla valutativa o da politiche monetarie accomodanti, ma si basa su una sostanziale crescita degli utili. Oppenheimer evidenzia che non solo la performance degli utili è forte, ma anche la direzione delle revisioni delle stime sugli utili continua a essere positiva, fornendo una doppia conferma fondamentale ai mercati.
Le grandi spese in conto capitale di big tech e società di semiconduttori, unite all’aumento degli investimenti pubblici per la sicurezza energetica, infrastrutture chiave e difesa nazionale, hanno generato un nuovo super ciclo di investimenti. L’effetto spillover di questo ciclo sta riattivando settori tradizionalmente trascurati, rafforzando notevolmente le prospettive di crescita e le valutazioni di comparti come quello industriale.
A livello nazionale, il ROE medio nelle varie aree resta elevato, con una diminuzione della correlazione tra singole azioni e, mentre i settori leader ruotano, le opportunità alpha sono in aumento. Oppenheimer osserva che, benché il P/E complessivo degli Stati Uniti sia sceso sotto la pressione del comparto tech, dal punto di vista del ROE il mercato statunitense resta il più attraente a livello globale.
Punto di svolta sulla concentrazione, ritorno al valore della diversificazione
Secondo Goldman Sachs, il calo della correlazione tra i titoli e la rapida inversione delle strategie momentum stanno accelerando il cambio di leadership nei mercati, creando per gli investitori un ambiente migliore per selezionare valore all’interno dei settori growth.
La valutazione chiave di Oppenheimer è la seguente: dopo oltre un decennio di estrema concentrazione, sia in termini di capitalizzazione che di risultati, i mercati azionari globali stanno vivendo una salutare normalizzazione, e la diversificazione sta nuovamente offrendo rendimenti concreti. Si prevede che questa tendenza prosegua nel tempo.
Per gli investitori ciò significa che la strategia di puntare esclusivamente sulle big tech statunitensi sta perdendo attrattiva, mentre l’equilibrata allocazione cross-geografica e cross-settoriale torna ad acquisire senso.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche

I forti profitti non riescono a nascondere la perdita di utenti: la ripresa di Peloton (PTON.US) delude il mercato
Le prospettive di Peloton per la sua ripresa risultano deludenti.

La domanda di AI non si è raffreddata: i ricavi di luglio di UMC (UMC.US) sono aumentati del 19%, confermando la diffusione delle catene di calcolo verso processi produttivi maturi
Mentre il settore globale dei semiconduttori subisce un forte ritracciamento a causa delle preoccupazioni per la leva finanziaria dei capitali e le valutazioni elevate, i più recenti dati sulle vendite mensili pubblicati dal colosso della produzione di wafer United Microelectronics offrono una dose di fiducia fondamentale agli investitori di Wall Street in preda al panico.

Segnali chiari di ripresa per la "locomotiva economica d'Europa"! Gli ordini delle fabbriche tedesche a giugno crescono oltre le aspettative del 3,1%, la spesa per la difesa e le infrastrutture traina l'economia
Gli ordini alle fabbriche in Germania a giugno sono aumentati più del previsto dagli economisti.

