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Panoramica delle materie prime: Brent in calo, metalli di base misti, oro in lieve aumento

Panoramica delle materie prime: Brent in calo, metalli di base misti, oro in lieve aumento

金融界金融界2026/07/25 00:20
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Per:金融界

Fonte: Cronaca dei Mercati Globali

Il Brent è sceso dal livello di 100 dollari al barile. Nonostante la recente escalation delle ostilità tra USA e Iran e le continue minacce di uso della forza da parte della Casa Bianca, il petrolio riesce ancora a essere trasportato attraverso le rotte commerciali del Medio Oriente. I prezzi dei metalli di base venerdì sono stati misti: il conflitto in Medio Oriente e i potenziali ulteriori rischi di turbolenze nell'economia globale hanno attenuato l'entusiasmo del mercato. Il prezzo dell’oro è leggermente salito, mentre i trader valutano il conflitto mediorientale e le prospettive sui tassi di interesse.

Petrolio: Il Brent si allontana dal picco di 100 dollari, segnali mostrano che la navigazione nel Mar Rosso prosegue

Il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile. Nonostante l'inasprimento delle ostilità tra USA e Iran e le continue minacce di uso della forza da parte della Casa Bianca, il petrolio riesce ancora a essere trasportato attraverso le rotte commerciali del Medio Oriente.

I future sul Brent venerdì sono scesi di circa il 4%, con il prezzo di regolamento attorno ai 97 dollari al barile, segnando il più grande calo giornaliero dalla fine di giugno.

I trader stanno analizzando una serie di rapporti riguardanti il possibile riavvio dei colloqui tra USA e Iran; gli indicatori di momentum mostrano una pausa nella crescita dopo il rapido aumento dei prezzi del petrolio.

Dopo che sono emerse notizie secondo cui il Pakistan sta esplorando un percorso per riavviare i negoziati tra USA e Iran, il prezzo del petrolio è ulteriormente calato. Nel frattempo, secondo quanto riferito dai media americani, Trump venerdì avrebbe incontrato i suoi principali consulenti e membri del gabinetto per discutere se intensificare l’attacco militare contro l’Iran.

L'indice di forza relativa del petrolio, utilizzato per misurare i movimenti di prezzo, indica che dopo circa una settimana di rialzi consecutivi, i prezzi potrebbero entrare in una fase di debolezza.

Il responsabile globale della strategia sui commodity di TD Securities, Bart Melek, ha dichiarato: "Il mercato del greggio sta prendendo fiato. Ad oggi, il trasporto di petrolio attraverso Bab el-Mandeb non ha subito interruzioni significative, e l’Arabia Saudita continua a utilizzare soluzioni alternative, tra cui l’oleodotto SUEZ-Mediterraneo che attraversa l’Egitto, così come l’impiego di superpetroliere a carico ridotto per attraversare il canale di Suez".

Trump, durante un evento nell’Ufficio Ovale della Casa Bianca, ha dichiarato di non aver ancora deciso se lanciare un attacco su vasta scala contro l’Iran.

Il prezzo di regolamento dei future sul Brent con scadenza a settembre è diminuito del 3,9%, chiudendo sul mercato di New York a 96,78 dollari al barile;

il prezzo del WTI con scadenza a settembre è sceso del 3,1%, con un prezzo finale di 89,31 dollari al barile.

Metalli di base

I prezzi dei metalli di base venerdì sono stati misti: il conflitto in Medio Oriente e i potenziali ulteriori rischi di turbolenze nell'economia globale hanno mantenuto una cautela tra gli investitori.

Sebbene rame, alluminio e zinco abbiano registrato un aumento questa settimana, dopo l’attacco degli Houthi dello Yemen alle navi nel Mar Rosso, negli ultimi giorni di trading il mercato si è mantenuto prudente.

L’escalation del conflitto ha temporaneamente spinto il prezzo del Brent di nuovo sopra i 100 dollari al barile, il che potrebbe aumentare l’inflazione e spingere ulteriormente al rialzo i tassi di interesse.

Per quanto riguarda il mercato del rame, l’attenzione dei trader resta concentrata sulla possibilità che l’amministrazione Trump imponga dazi sulle importazioni di rame.

Alla chiusura, il rame LME ha guadagnato lo 0,4% a 13.645 dollari/tonnellata;

l’alluminio LME è sceso dello 0,9% a 3.159,5 dollari/tonnellata;

il nichel LME è salito dello 0,9% a 17.379 dollari/tonnellata;

lo zinco LME è salito dello 0,2% a 3.592 dollari/tonnellata;

lo stagno LME è salito dello 0,9% a 53.781 dollari/tonnellata;

il piombo LME è calato dello 0,3% a 1.887 dollari/tonnellata.

Metalli preziosi

Oro in lieve aumento, mantenendosi sopra la soglia critica dei 4.000 dollari l’oncia, nonostante la continua escalation del conflitto in Medio Oriente abbia rafforzato le aspettative di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.

Il prezzo dell’oro si aggira attorno ai 4.050 dollari l’oncia, dopo essere sceso durante la giornata fino allo 0,7%; questa settimana l’oro è comunque in rialzo di circa l’1%.

Gli analisti di Commerzbank in Germania hanno dichiarato in un rapporto: "Nonostante il forte aumento dei prezzi del petrolio abbia riacceso le preoccupazioni sui tassi di interesse, il prezzo dell’oro continua a reggere sopra i 4.000 dollari l’oncia. In questo contesto, ci si aspetta che la riunione della Federal Reserve della prossima settimana non influenzi troppo il prezzo dell’oro".

Alle 16:59 ora della costa orientale USA, l’oro spot è in aumento dello 0,1% a 4.052,79 dollari l’oncia;

Argento spot in crescita dell’1%, a 58,1748 dollari l’oncia.

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