Un acquisto di 86 miliardi di dollari! Le azioni statunitensi continueranno a salire la prossima settimana!
Il 17 aprile 2026, quando l’indice S&P 500 ha superato la soglia psicologica dei 7.100 punti durante la sessione pomeridiana, lo scoppio di applausi sulla sala di negoziazione non rappresentava solo un omaggio a un traguardo numerico, ma anche un’esplosione di gioia per la fine di un incubo geopolitico. Una conferma della nostra valutazione su Mercato Azionario Americano della scorsa settimana!
Noi di Mercato Azionario Americano riteniamo che questo successo sia il risultato di una doppia spinta:da una parte l’accordo di cessate il fuoco tra USA e Iran ha compiuto progressi rivoluzionari a Islamabad, con il riavvio dello Stretto di Hormuz, snodo energetico globale; dall’altra, i dati di Goldman Sachs hanno rivelato che i fondi CTA (Commodity Trading Advisor, fondi quantitativi trend-following) stanno effettuando acquisti epici, iniettando ben 86 miliardi di dollari in azioni americane in soli sette giorni.
Da una prospettiva di ricerca delle investment bank, non si tratta solo di una ricostituzione del rischio, ma di una vera e propria “strage degli short” guidata da algoritmi meccanici e di un violento riequilibrio dell’allocazione degli asset.
L’S&P 500 ha chiuso infine a 7.126,06 punti, con un balzo giornaliero dell’1,20% e una crescita impressionante dell’ 11,89% nelle ultime tre settimane. Il Nasdaq ha addirittura segnato 13 sedute consecutive di rialzi, stabilendo il record di volatilità positiva più lungo dal 1992. La qualità di questa ascesa risiede nella sua ampiezza: oggi l’indice Russell 2000 delle small cap, dopo un mese di correzione “da guerra”, ha toccato i massimi storici infragiornalieri, segno che la valutazione macroeconomica è passata dalla “fuga dalla recessione” a una “espansione in pace”.
La “ripresa tecnica” dello Stretto di Hormuz
Il punto d’ancoraggio dei prezzi oggi è stato senza dubbio la dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su X. Ha annunciato che grazie all’entrata in vigore della tregua di due settimane tra USA e Iran, lo Stretto di Hormuz è nuovamente aperto a tutte le navi commerciali. Per le catene di approvvigionamento globali, questa notizia ha un peso superiore a qualsiasi report aziendale. In precedenza, quando Araghchi ha confermato che le navi potevano transitare lungo la “rotta coordinata” approvata dall’Iran, il mercato ha immediatamente rimosso il pesante premio di rischio energetico.
Un’intervista telefonica rilasciata da Trump a Las Vegas ha ulteriormente confermato la vicinanza della firma della pace. L’ex presidente ha rivelato che l’Iran ha accettato praticamente tutte le condizioni negoziali, inclusa addirittura la fase più delicata del programma di smantellamento dell’arsenale nucleare.
Il crollo del prezzo del petrolio è stata la scintilla della rotazione degli asset. Il greggio WTI ha chiuso con una flessione del 10,24% a 84,68 dollari, la maggiore perdita giornaliera dalla crisi esplosa nel 2026. Questo ribasso mostra che gli operatori non stanno solo scommettendo sulla riapertura della navigazione, ma anche su una riduzione delle aspettative sull’inflazione globale. Come segnalato dagli analisti di StoneX,sebbene la piena riparazione delle infrastrutture possa richiedere anni, il ritorno della “liquidità” significa che il momento più acuto della crisi energetica è ormai alle spalle.
86 miliardi di dollari in acquisti: la borsa americana continuerà a salire la prossima settimana!
Se le notizie sulla pace sono la scintilla, allora i dati CTA pubblicati da Goldman Sachs sono la benzina sul fuoco.
Secondo le rilevazioni Goldman Sachs, negli ultimi cinque giorni di contrattazione l’ammontare di azioni acquistate dai fondi CTA nel mercato americano ha raggiunto 86 miliardi di dollari, una delle top five più grandi della storiaper volume di acquisti . Questi acquisti hanno un carattere fortemente “forzato”. Con la discesa di marzo causata dalla guerra, gli algoritmi follower avevano accumulato enormi posizioni corte, ma la svolta improvvisa degli eventi a inizio aprile ha scatenato la liquidazione a tappeto degli short.
Ancora più incoraggiante per i rialzisti è il modello previsionale di Goldman Sachs:nei prossimi cinque giorni, anche se l’S&P 500 dovesse rimanere in un range stretto, il gruppo CTA avrà comunque altri 70 miliardi di dollari di “acquisti passivi” da eseguire.
Dai backtest storici, nella prima fase di domanda dei CTA i mercati tendono a consolidare (rendimento medio su 2 settimane: -0,51%), ma con il proseguimento dei flussi, la performance a medio termine diventa molto attraente, con un rendimento medio su tre mesi che arriva all’8,18%. L’ingresso massiccio di fondi quantitativi fornisce un solido “cuscinetto di sicurezza” sopra i 7.100 punti, spingendo anche i fondi istituzionali più prudenti a cambiare atteggiamento. Lo “skew” delle opzioni call sull’S&P 500 sta infatti aumentando decisamente, segno che gli investitori istituzionali sono passati da una posizione difensiva a una nettamente rialzista.
Conclusione
Noi di Mercato Azionario Americano riteniamo che la giornata di oggi sarà ricordata come un punto di svolta nella storia delle azioni USA.L’indice S&P 500 al di sopra di 7.126,06 punti ha sancito che il mercato ha ormai assorbito il peso della peggiore guerra regionale degli ultimi anni. L’epico rientro dei CTA ha confermato l’inversione tecnica, mentre il successo diplomatico raggiunto a Islamabad ha solidificato fondamenta solidissime.
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