Bitcoin Depot riorganizza la leadership e prevede un calo del 30% dei ricavi nel 2026
Bitcoin Depot (Nasdaq: BTM) ha rinnovato il suo vertice massimo e ha segnalato una rilevante contrazione del proprio core business mentre la società affronta un contesto normativo più restrittivo e sfide operative.
Scott Buchanan ha rassegnato le dimissioni da CEO e direttore con effetto dal 23 marzo, secondo una comunicazione 8-K depositata martedì presso la SEC. Il fondatore Brandon Mintz si è dimesso dalla carica di presidente esecutivo lo stesso giorno, assumendo il ruolo di membro non esecutivo del consiglio e consulente per il CEO.
Secondo quanto comunicato, il consiglio ha nominato Alex Holmes, già direttore dal 20 agosto 2025, come CEO e presidente con effetto immediato. Holmes ha ricoperto in precedenza la carica di presidente e CEO di MoneyGram International dal 2016 al 2024, supervisionando la vendita della società per 2 miliardi di dollari a Madison Dearborn Partners.
Questa transizione rappresenta il secondo cambiamento di leadership in Bitcoin Depot negli ultimi quattro mesi circa. Nel novembre 2025, la società aveva annunciato una transizione programmata nominando Buchanan come CEO con effetto dal 1 gennaio 2026, mentre Mintz sarebbe passato a presidente esecutivo. In quel periodo Elizabeth Simer è stata nominata COO.
L'ultimo scossone fa seguito alla sospensione, il 18 marzo, della licenza di trasmissione di denaro della società nel Connecticut, dove le autorità hanno affermato che l’azienda avrebbe applicato tariffe superiori al tetto del 15% previsto dallo Stato in oltre 1.000 transazioni, generando circa 150.000 dollari di commissioni eccessive pagate da oltre 500 consumatori.
Contemporaneamente, la società ha pubblicato un outlook per il 2026 che prevede un calo delle entrate del core business tra il 30% e il 40%, citando come principali cause l’impatto delle normative statali — tra cui limiti alla dimensione delle transazioni e standard di conformità rafforzati.
Le azioni di Bitcoin Depot sono scese del 14,37% chiudendo a 2,8 dollari martedì. Il titolo ha perso l'88,8% negli ultimi sei mesi.
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