David Schwartz risponde dopo che il creatore di Cardano ha accusato Ripple di "tirare su la scala"
Mentre i legislatori statunitensi si avvicinano a definire il futuro quadro normativo degli asset digitali, la competizione all'interno dell'industria crypto si è intensificata. Ciò che un tempo sembrava una spinta unitaria verso maggiore chiarezza ha ora messo in luce divisioni ideologiche tra i principali leader blockchain. L'ultimo scontro evidenzia quanto siano elevate le poste in gioco.
La commentatrice crypto STEPH IS CRYPTO ha attirato nuovamente l'attenzione su una risposta decisa di David Schwartz dopo che Charles Hoskinson ha accusato Ripple di "tirare su la scala" nelle discussioni attorno al CLARITY Act. Steph ha sottolineato la ferma replica di Schwartz, nella quale ha respinto l'affermazione che Ripple abbia mai influenzato le politiche per escludere i concorrenti dai benefici.
L'origine della disputa
La critica di Hoskinson suggerisce che Ripple possa sostenere un linguaggio normativo che garantisca vantaggi per sé stessa, limitando al contempo la flessibilità per altri progetti blockchain. L'espressione "tirare su la scala" implica che un'azienda raggiunga una posizione di sicurezza grazie alla chiarezza normativa per poi impedire agli altri di percorrere la stessa strada.
💥BREAKING:
David Schwartz ha risposto dopo che Charles Hoskinson ha accusato Ripple di “tirare su la scala” riguardo al CLARITY Act.
“Ripple ha avuto molte occasioni per sostenere solo i nostri interessi... Non credo che lo abbiamo mai fatto.”
— STEPH IS CRYPTO (@Steph_iscrypto) 3 marzo 2026
L'accusa emerge in pieno dibattito sul CLARITY Act, un progetto di legge statunitense ideato per stabilire confini giurisdizionali chiari e regole di mercato per gli asset digitali. Man mano che i legislatori perfezionano il disegno di legge, i leader del settore hanno intensificato gli sforzi di lobbying per assicurarsi clausole favorevoli.
Schwartz difende la posizione di Ripple
Schwartz ha affrontato direttamente la critica. Ha riconosciuto che Ripple opera per l'interesse proprio, come qualsiasi altra azienda deve fare. Tuttavia, ha sottolineato che Ripple ha ripetutamente resistito alla tentazione di promuovere solo i propri interessi a discapito di coloro che entrano successivamente nel mercato.
Ha spiegato che le industrie emergenti hanno bisogno di un ampio ecosistema di concorrenti di successo per ottenere legittimità. Ha paragonato l'attuale fase della blockchain agli albori di Internet, quando il successo di aziende come Google dipendeva dalla crescita parallela di molte altre imprese online. Secondo Schwartz, i concorrenti ampliano i mercati, attraggono aziende e rafforzano la diffusione generale.
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— TimesTabloid (@TimesTabloid1) 15 giugno 2025
Ha anche dichiarato che, pur puntando a ottenere la legislazione migliore possibile, l'approvazione di una legge sub-ottimale serve comunque l'industria meglio del perpetuare la paralisi normativa. Ha sostenuto che lottare per condizioni più favorevoli e accettare progressi incrementali può andare di pari passo.
Un dibattito più ampio nel settore
Questo scambio riflette una divisione filosofica più profonda all'interno della leadership crypto. Alcuni fondatori temono che gli attori dominanti possano consolidare la propria influenza tramite la legislazione. Altri invece sostengono che la collaborazione e la crescita dell'ecosistema avvantaggino tutti i partecipanti.
La risposta di Schwartz posiziona Ripple come pragmatica anziché esclusivista. Egli ammette istinti competitivi, ma sottolinea lo sviluppo condiviso del mercato. Con l'avanzare della regolamentazione negli Stati Uniti, disaccordi pubblici come questo probabilmente si faranno sempre più frequenti.
Per ora, il dibattito mette in luce una realtà centrale: l'industria crypto ormai non combatte più solo contro i regolatori, ma negozia anche il proprio equilibrio interno tra competizione e progresso collettivo.
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