Le ripercussioni del furto su Balancer non si sono ancora placate: la perdita dell’ancoraggio di xUSD su Stream influenzerà quali dei tuoi asset?
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Il mercato non è favorevole, ti auguro sicurezza.
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TechFlow di Deep Tide
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TechFlow di Deep Tide: Per comprendere il depeg di xUSD e quali asset ne siano coinvolti, bisogna prima chiarire perché la situazione si sia propagata da Balancer a Stream Finance. La scintilla dell’evento è stato il furto di oltre 100 milioni di dollari dal protocollo DeFi storico Balancer, che ha scatenato il panico su tutto il mercato. Sebbene Stream e Balancer non siano direttamente collegati, con la diffusione del panico molti utenti hanno iniziato a ritirare fondi da vari protocolli, rendendo Stream una vittima della “tempesta di bank run”. Stream, in sostanza, è un protocollo di leva ciclica ad alto rendimento: dopo che gli utenti depositano fondi, il protocollo li utilizza come collaterale per prendere in prestito, e poi utilizza i fondi presi in prestito per ulteriori prestiti, in un ciclo continuo; così, un asset iniziale di 100 milioni può essere amplificato a 300 milioni o più. Secondo i dati ufficiali, Stream ha utilizzato 160 milioni di depositi per generare circa 520 milioni di asset, con una leva superiore a 3 volte. In condizioni di mercato stabili, questo modello può effettivamente produrre rendimenti notevoli, attirando così molti utenti. Tuttavia, quando il mercato entra in panico e gli utenti iniziano a ritirare fondi in massa, emergono i problemi: i soldi di Stream non sono realmente nelle sue mani, ma sono impegnati in collaterale a più livelli, in una struttura a matrioska. Per soddisfare le richieste di prelievo, è necessario smantellare le posizioni a più livelli, rimborsare i debiti e riscattare i collaterali, un processo complesso, che richiede tempo e dipende dalla liquidità di mercato. Proprio in questo momento critico, Stream ha annunciato che un gestore di fondi esterno ha segnalato la scomparsa di circa 93 milioni di dollari in asset. Gli utenti, già in preda al panico, hanno perso immediatamente fiducia: xUSD è stato massicciamente venduto, scendendo da 1 dollaro a circa 0,27. Non si tratta di un problema tecnico, ma di una perdita di fiducia che ha portato al depeg. Il depeg di xUSD non è solo una crisi di Stream, ma potrebbe innescare un rischio sistemico più ampio. I dati on-chain mostrano che circa 285 milioni di dollari di prestiti sono garantiti da asset emessi da Stream come xUSD, xBTC, xETH. Se questi collaterali diventano privi di valore, questi crediti deteriorati potrebbero propagarsi su molte piattaforme di lending. In parole semplici, xUSD è un “pagherò in dollari”: in condizioni normali può essere usato come collaterale per prestiti, ma se xUSD scende da 1$ a 0,3$, i tuoi 1 milione di collaterale valgono solo 300.000$, ma hai preso in prestito 500.000$, lasciando una perdita sistemica di 200.000$. Ancora più problematico, molti protocolli di lending utilizzano oracoli hard-coded per valutare il valore dei collaterali, il che significa che anche se il prezzo di mercato è crollato, il sistema considera ancora xUSD pari a 1 dollaro, impedendo una liquidazione tempestiva del rischio e trasformandolo in una bomba a orologeria. Secondo l’analisi on-chain, la maggiore esposizione è di TelosC, con 123,6 milioni di dollari, coinvolgendo diversi mercati di lending su Ethereum mainnet e Plasma chain; se xUSD va a zero, questi investitori subiranno perdite enormi. Il secondo punto di rischio più grande è la stablecoin decentralizzata deUSD di Elixir, che ha prestato 68 milioni di dollari a Stream, pari al 65% delle riserve di deUSD. Sebbene Elixir affermi di avere il “diritto di riscatto 1:1”, Stream ha dichiarato che non può effettuare pagamenti fino al completamento delle indagini legali, il che equivale a congelare la maggior parte degli asset. Anche altri gestori di fondi sono coinvolti, come MEV Capital, Varlamore, Re7 Labs, che detengono grandi quantità di xUSD o esposizioni correlate su diverse chain. Il problema non è un singolo protocollo violato, ma un’esplosione di rischio a monte che viene subita passivamente dai protocolli a valle, con le catene di liquidità interconnesse: una rottura può causare crolli a catena in più punti. Per comprendere la natura di questa crisi, si può paragonare alla crisi dei subprime del 2008: in apparenza è il fallimento degli asset collaterali, ma in realtà è la combinazione di leva e rischio sistemico eccessivi. Stream ha amplificato 160 milioni a 520 milioni, il che sembra un TVL molto alto, ma in realtà è solo lo stesso denaro che circola ripetutamente tra diversi protocolli, creando un’illusione di TVL gonfiato. Quando il mercato peggiora, tutta la leva si ritorce contro. Il percorso della crisi dei subprime è stato: default dei mutui → crollo dei CDO → fallimento delle istituzioni finanziarie → crisi globale; il percorso on-chain di questa volta è: Balancer hackerato → panico di mercato → bank run su Stream → depeg di xUSD → collaterale azzerato → esplosione di crediti deteriorati nei protocolli di lending. Nel mondo DeFi, senza regolamentazione né assicurazione, non esiste prestatore di ultima istanza, solo la liquidazione naturale del capitale. I protocolli di lending dipendono fortemente dalla fiducia: una volta che questa si rompe, la velocità del bank run supera di gran lunga quella del sistema finanziario tradizionale. Ancora più letale, molti rischi sono invisibili in anticipo: gli utenti spesso non sanno nemmeno quante volte i loro fondi siano stati impegnati come collaterale. Il problema di Stream non è stato un attacco hacker, ma il fatto che il modello stesso ha rivelato una debolezza fatale in una crisi di liquidità: alti rendimenti basati su alta leva, che può azzerarsi in un attimo di fronte a un cigno nero. Nei prossimi giorni, potremmo vedere altri protocolli annunciare perdite a causa di collaterali insufficienti, fondi irrecuperabili o liquidazioni fallite. L’attuale ambiente di mercato non è favorevole né tollerante. Spero che, mentre insegui i rendimenti, tu non dimentichi il rischio: nel mondo decentralizzato, senza regolamentazione, assicurazione o banca centrale a coprire le perdite, la tua ultima linea di difesa sei solo tu stesso. Ti auguro di superare indenne l’occhio del ciclone.
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